Iscriviti alla newsletter

NurSind La Spezia. Collassa la rianimazione di Sarzana, mancano gli infermieri

La Redazionedi
La Redazione
Pubblicato il: 12/04/2021 vai ai commenti

CoronavirusLiguriaNurSind dal territorio

Carenza di personale al limite del collasso nella rianimazione di Sarzana della ASL5 SPEZZINO. l’emergenza Covid in rianimazione non è ancora finita e non è più rimandabile l’assunzione di infermieri da destinare alla rianimazione.

Gli infermieri che ci sono non possono cedere il passo e i numeri non tornano nonostante alla carenza si sia ovviato “spegnendo” le attività chirurgiche ordinarie dell’ospedale di Sarzana e spostando parte del personale nella terapia intensiva.

 

“È da tempo che chiediamo alla dirigenza infermieristica di affrontare con i fatti la mancanza di infermieri in terapia intensiva visto l’aumento dei ricoverati, ma quello che è stato fatto è solo“una gestione giornaliera ”del personale frettolosa e poco attenta – a denunciarlo è Assunta Chiocca, segretario territoriale NurSind La Spezia - E’ inaccettabile che si pensi di garantire un assistenza adeguata coprendo turni con infermieri ancora in formazione di fatto aumentando solo il carico di lavoro per gli infermieri esperti, oppure chiedere rientri continui che aumentano notevolmente lo stress psicofisico a infermieri già stremat ida turni di servizio interamente prestati completamente bardati con i presidi anti Covid che lavorano per moltissime ore consecutive”.

 

Per NurSind le soluzioni di emergenza adottate nel breve tempo come l’attivazione della pronta disponibilità è l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive, non sono state seguite da interventi strutturati sul medio e lungo periodo: il personale non è stato aumentato in forma stabile compromettendo oggi il risultato finale.

La fotografia di oggi infatti non è altro che la rappresentazione di una "situazione che da giorni, è inaccettabile e assurda "a cui non possiamo continuare ad assistere, che dimostra che non sono state adottate soluzioni compresa la mancanza di un piano di emergenza nella gestione ed organizzazione del personale specializzato.

 

Continua Chiocca: “Stamane su 14 posti letto occupati di cui 12 pazienti intubati ci sono in turno solo sei infermieri, un rapporto che non raggiunge quello che garantisce cure sicure nel setting della rianimazione. Per non parlare del fatto che l’assistenza ai pazienti positivi al virus COVID-19 richiede agli operatori un impegno ulteriore: quello di lavorare vestiti con i dispositivi di protezione individuale, dotazioni di sicurezza, pesanti da portare che rallentano e costringono”.

 

Il sindacato mette in evidenza come gli infermieri siano troppo pochi di fronte alle richieste di pazienti così complicati e Covid-positivi.

“Infermieri considerati eroi e di cui nella quotidianità ci si dimentica -  sottolinea il segretario territoriale-  stanno tentando di rendere all'utenza un servizio sanitario adeguato ma sono di fronte ad una situazione lavorativa divenuta insostenibile, pericolosa, potenzialmente rischiosa per i cittadini e certamente di non garanzia di un'assistenza di qualità”.

 

L’amministrazione spezzina ha la responsabilità della salute dei cittadini e se non ha personale a sufficienza specializzato per le rianimazioni deve optare per il trasferimento dei pazienti oltre che provvedere al più presto all’assunzione di infermieri – conclude la sindacalista - Siamo ancora in attesa dei 65 infermieri promessi a marzo per non parlare di quelli che sarebbero dovuti arrivare dalla mobilità extraregionale risalente all’aprile 2020 di cui non abbiamo più avuto notizie.