NurSind L’Aquila: ''200 mila euro per il nulla? Ora la ASL risponda''
Il sindacato degli infermieri accende i riflettori su un incarico biennale affidato dalla ASL aquilana per la governance delle professioni sanitarie: “Abbiamo chiesto gli atti, ma nessuna risposta”
di Giuseppe Provinzano
"Quando si parla di sanità pubblica e di risorse economiche, ogni euro speso dovrebbe tradursi in servizi, organizzazione, efficienza e tutela dei cittadini. Per questo motivo la denuncia lanciata dal NurSind L’Aquila assume un peso politico e sindacale rilevante. Sul tavolo non c’è soltanto una contestazione amministrativa, ma una domanda che tocca direttamente la credibilità della governance sanitaria regionale: cosa è stato realmente prodotto con un incarico da circa 200 mila euro affidato dalla ASL aquilana per la riorganizzazione delle professioni sanitarie?
Il sindacato delle professioni infermieristiche chiede chiarezza, trasparenza e soprattutto documenti. E mentre la sanità abruzzese continua a fare i conti con deficit, tasse regionali aumentate e carenze strutturali, il silenzio dell’Azienda sanitaria rischia oggi di diventare esso stesso una notizia".
L'Aquila, 23/05/2026. C’è rabbia, ma soprattutto incredulità, nelle parole della segreteria territoriale del NurSind L’Aquila, che punta il dito contro un incarico professionale conferito dalla ASL aquilana nel 2022 per la “riprogettazione e governance dell’area delle professioni sanitarie”. Un incarico biennale che, secondo quanto denunciato dal sindacato, avrebbe comportato una spesa complessiva di circa 200 mila euro, senza che ad oggi siano stati resi noti i risultati concreti del lavoro svolto.
La vicenda parte dalla delibera n. 1722 del 26 settembre 2022, con cui la Direzione generale della ASL dell’Aquila dispose il conferimento dell’incarico ad un professionista esterno. L’obiettivo dichiarato era quello di riorganizzare l’assetto delle professioni sanitarie, superando il precedente modello centrato esclusivamente sul Servizio infermieristico.
Secondo il NurSind, però, a distanza di oltre due anni dall’avvio dell’attività, non sarebbe emersa alcuna evidenza tangibile del lavoro prodotto.
“Abbiamo chiesto ripetutamente alla ASL di poter visionare gli atti e la documentazione relativa all’attività svolta nell’ambito dell’incarico affidato. Ma dall’Azienda, ormai da tempo immemorabile, non è arrivata alcuna risposta.”
Il sindacato guidato dal segretario territoriale Antonio Santilli collega la vicenda anche al delicato quadro economico della sanità abruzzese, ricordando come proprio la ASL dell’Aquila abbia registrato il maggiore deficit finanziario regionale, contribuendo all’aumento dell’addizionale IRPEF deciso dalla Regione Abruzzo.
Una premessa che rende ancora più pesante, sul piano politico e dell’opinione pubblica, la richiesta di chiarimenti avanzata dall’organizzazione sindacale.
“Il silenzio della ASL ci induce ragionevolmente a credere che non esista alcuna reale riprogettazione dell’area delle professioni sanitarie e che, di fatto, siano stati spesi soldi pubblici senza risultati concreti.”
Parole dure, che chiamano direttamente in causa la governance aziendale e aprono interrogativi sulla gestione delle risorse pubbliche in un sistema sanitario che continua a vivere difficoltà organizzative, carenze di personale e tensioni economiche.
Il NurSind sottolinea come la richiesta avanzata all’Azienda non abbia carattere polemico fine a sé stesso, ma rappresenti un’esigenza di trasparenza nei confronti dei professionisti sanitari e dei cittadini contribuenti.
“Ci auguriamo che la Direzione generale possa finalmente fornire una risposta chiara e rassicurante. Ma, francamente, nutriamo forti dubbi.”
La presa di posizione del NurSind L’Aquila riaccende così il dibattito sulla programmazione sanitaria e sulla necessità di rendere verificabili gli effetti concreti degli incarichi esterni finanziati con denaro pubblico. Un tema destinato inevitabilmente ad alimentare il confronto nelle prossime settimane, soprattutto alla luce delle difficoltà che quotidianamente vivono operatori sanitari e cittadini nei servizi territoriali e ospedalieri abruzzesi.
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