AORN Caserta, NurSind: “Due milioni di straordinari sono il fallimento dell’organizzazione”
Con oltre 600 dipendenti in più rispetto al 2018, la spesa per il lavoro straordinario raddoppia. Il NurSind denuncia una gestione inefficiente delle risorse umane e chiede un cambio immediato di rotta.
di Giuseppe Provinzano
"Ci sono numeri che non rappresentano soltanto una voce di bilancio. Raccontano un modello organizzativo, descrivono il peso che grava quotidianamente sui lavoratori e fotografano la reale condizione della sanità pubblica. Quando milioni di euro vengono assorbiti dal lavoro straordinario, il problema non è soltanto economico: diventa strutturale, organizzativo e persino sanitario.
È su questo punto che il NurSind Caserta torna ad accendere i riflettori, denunciando una situazione che, secondo il sindacato, non può più essere considerata fisiologica né sostenibile. Dietro quelle cifre, infatti, ci sono turni massacranti, professionisti costretti a coprire falle organizzative e una programmazione che continua a mostrare criticità profonde".
AORN Caserta, esplode il caso straordinari: NurSind attacca la gestione aziendale
Caserta, 25/05/2026. Oltre due milioni di euro spesi in appena sedici mesi per il lavoro straordinario. Un dato che potrebbe sembrare legato esclusivamente alla cronica carenza di personale, ma che secondo il NurSind Caserta racconta invece qualcosa di ancora più grave: una gestione inefficiente dell’organizzazione del lavoro e delle risorse umane.
Il sindacato delle professioni infermieristiche interviene dopo aver ottenuto i dati ufficiali relativi alla spesa aziendale per lo straordinario, evidenziando un confronto che viene definito “paradossale” e che apre interrogativi pesanti sull’attuale modello gestionale dell’AORN di Caserta.
“Nel 2018, con circa 830 dipendenti presenti in azienda, veniva speso un milione di euro per il lavoro straordinario. Oggi, con oltre 1.420 dipendenti, quindi circa 600 lavoratori in più, la spesa sfiora i 2 milioni e 200 mila euro. È evidente che qualcosa non sta funzionando.”
Per il NurSind, infatti, l’aumento del personale avrebbe dovuto produrre una riduzione del ricorso alle ore aggiuntive. Invece è accaduto esattamente il contrario: più personale e contemporaneamente più straordinario.
Una situazione che il sindacato considera la dimostrazione concreta di una macchina organizzativa incapace di ottimizzare le risorse disponibili e di programmare in maniera efficace i fabbisogni assistenziali.
“Questa è la ciliegina sulla torta di una gestione che continua a scaricare il peso dell’organizzazione sui lavoratori. Il problema non può più essere giustificato con la semplice carenza di personale. Qui emerge chiaramente una pessima organizzazione del lavoro e una gestione discutibile delle risorse umane.”
Il NurSind sottolinea inoltre come il continuo ricorso allo straordinario non rappresenti un successo, ma un elemento di forte criticità sia sul piano economico che su quello della sicurezza.
Secondo il sindacato, milioni di euro destinati alle ore aggiuntive finiscono inevitabilmente per sottrarre risorse ad altri capitoli fondamentali per il personale sanitario, come il welfare aziendale, le indennità economiche, le progettualità organizzative e gli incarichi di funzione.
Ma l’aspetto più preoccupante, evidenzia il NurSind, riguarda il rischio crescente per la salute psicofisica dei lavoratori, costretti a ritmi sempre più pesanti per garantire la tenuta dei servizi assistenziali.
“Non c’è nulla da festeggiare davanti a questi numeri. Dietro lo straordinario ci sono professionisti stanchi, reparti sotto pressione e una sanità che continua a reggersi sulla disponibilità dei lavoratori. Serve un cambio di paradigma immediato.”
Il sindacato conclude chiedendo un piano serio di riorganizzazione interna, capace di valorizzare realmente il personale e di ridurre il ricorso sistematico alle ore aggiuntive, che ormai vengono considerate non più una misura eccezionale ma una normalità consolidata.
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