Federico Gelli, responsabile sanità del PD e relatore del disegno di legge sulla responsabilità professionale annuncia che parte del testo verrà inserita nella legge di stabilità.

 

Si tratterebbe delle parti che hanno una ripercussione positiva immediata dal punto di vista economico in quanto generatrici di risparmi (responsabilità civile, obbligo di conciliazione, assicurazioni e azioni di rivalsa).

I risparmi generati da queste misure volte al contenimento della "medicina difensiva", quantificati in 300-350 milioni di euro consentirebbero di procedere a circa 4000 assunzioni di personale sanitario (tra nuove assunzioni e stabilizzazione di rapporti precari), dando così risposta a una buona parte del "buco" nel personale che, stante la caduta di ogni deroga alla normativa sui riposi, potrebbe mettere in difficoltà l'erogazione dei servizi.

Si tratterebbe di un doppio risultato, proclama Gelli, che da un lato gli permetterebbe di mantenere la parola data sull'approvazione entro l'anno della norma sulla responsabilità professionale (almeno in parte) e dall'altra di permettere nuove assunzioni e stabilizzazioni.

Alla obiezione che "spacchettando" il provvedimento sulla responsabilità professionale si può rischiare un deterioramento della sua articolazione e della sua efficacia, Gelli risponde che all'interno del PD c'è già un accordo per far procedere la rimanente parte del provvedimento secondo l'iter ordinario ma con tempi serratissimi, portando avanti i due tronconi della norma in sostanziale parallelo.

Ora tocca al Ministero dell'Economia e delle Finanze vagliare e avallare questa idea per sottoporla al Parlamento con il DDL stabilità.

 

L'intervista esclusiva a Gelli è pubblicata su Quotidiano Sanità (Clicca).