Le tre storiche confederazioni si sono accorte dell’invecchiamento della categoria che, dagli ultimi dati della Ragioneria Generale dello Stato, ha superato la soglia dei 50 anni di età media. Nel dettaglio delle aziende sanitarie/ospedaliere, al sud si riscontrano punte di 55 anni all’ASL di Benevento e di Vibo Valentia, ma anche all’ASL Napoli 1, all’ASL di Cosenza, all’ASP di Catania, all’ASL Roma A, all’ASP di Palermo ecc. ecc.

Abbiamo più volte denunciato l’invecchiamento della categoria e le conseguenti difficoltà a stare al passo con gli attuali ritmi da catena di montaggio in sanità. Abbiamo da tempo avanzato diverse proposte che oltre a soddisfare il bisogno di messa a riposo degli infermieri anziani, tentavano di dare soluzione al crescente fenomeno della disoccupazione infermieristica.

Di questi giorni l’ennesima batosta giunta dalla Camera dei Deputati che ha bocciato l’emendamento avanzato dal M5S con cui si chiedeva di inserire la nostra professione tra i lavori usuranti, a prescindere dal numero di notti svolte negli ultimi 10 anni, tenendo conto invece dell’intera carriera lavorativa ed alle condizioni in cui la si è svolta. Niente da fare. La Politica non ci sente…

E i grandi sindacati storici cosa ne pensano? La risposta la troviamo nel documento di bozza di discussione del rinnovo contrattuale 2016-2018 che CGIL-CISL-UIL stanno presentando ai lavoratori nel corso di assemblee aziendali. Eccole:

  1. “lo sviluppo di progetti che prevedano un’organizzazione del lavoro con il sistema job rotation, per consentire un’acquisizione di competenze trasversali e meno settoriali, permettendo una maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse umane;
  2. l’utilizzo dei senior come addetti all’accoglienza, alle dimissioni dei pazienti, all’addestramento di volontari, all’aggiornamento e formazione, all’assistenza territoriale degli anziani recuperando la dimensione europea del “custode sociale”;
  3. l’utilizzo dei senior nell’assistenza psichiatrica territoriali, in quanto l’età può favorire la presa in carico di una persona matura;
  4. la previsione di strategie utili a far lavorare assieme gruppi multi generazionali;
  5. l’ampliamento delle causali per la richiesta del part-time;
  6. l’introduzione della formazione (nell’orario di lavoro) in materia di movimentazione dei carichi; corrette posture, utilizzo degli ausili, ecc in stretta connessione con il documento di valutazione dei rischi..... ”

 

Stimolati anche dal documento prodotto dal Comitato di Settore della Conferenza Stato Regioni sul rinnovo contrattuale, che riportiamo integralmente: “Il progressivo invecchiamento della popolazione, lo spostamento in avanti dell’età pensionabile, la razionalizzazione delle assunzioni sono fattori che richiedono nuovi strumenti di gestione delle risorse umane. Il CCNL dovrà individuare modalità di valorizzazione, di riconoscimento e di tutela dell’operatore senior. La sperimentazione di modelli organizzativi innovativi potrà essere sviluppata nell’ambito del livello di coordinamento regionale. Ciò non comporta in nessun caso oneri economici in quanto trattasi di indicazioni operative che il contratto dovrebbe prevedere in virtù del progressivo invecchiamento della popolazione lavorativa.”, questi sindacati storici ce l’hanno messa tutta a trovare le soluzioni più strampalate. Vien da pensare se chi ha pensato e proposto quelle soluzioni conosca la realtà ospedaliera e sanitaria attuale. Il dubbio è forte!

L’unica proposta che potrebbe essere presa in considerazione seriamente è quella del Part Time, ma non si evince a quali condizioni potrà essere goduto: i contributi pensionistici saranno dimezzati o versati interamente? Perché se così non fosse, nessuno accetterebbe di decurtarsi lo stipendio del 50% e di vedersi ulteriormente decurtata la pensione.

Riguardo alle altre proposte, non ci sembrano percorribili in quanto trattasi di “nuove” occupazioni attualmente non previste e quindi si tratterebbe di assumere infermieri giovani per sostituire i senior impegnati a fare “altro”; ben venga, ci mancherebbe, ma allora occorrerebbe investire fortemente in nuova occupazione! Ma nemmeno questo traspare sia dal documento di CGIL-CISL-UIL (che pur denuncia la riduzione di 17.000 unità tra il personale sanitario dal 2009) ne da quello del Comitato di Settore che pure sottolinea "la pluriennale condizione di contenimento delle risorse e dei costi”.

Le richieste che provengono dalla categoria e che noi continueremo a sostenere sono altre. In particolare:

  1. L’esonero dai turni notturni al raggiungimento dei 55 anni;
  2. Il diritto al Part Time a 5 anni dal pensionamento, senza perdere la piena contribuzione;
  3. Il riconoscimento del pensionamento anticipato al personale sanitario che ha svolto lavoro notturno. In particolare, a scontare dalla data del pensionamento una giornata per ogni turno notturno svolto nella propria carriera lavorativa, senza alcuna penalizzazione;
  4. L’istituzione del Libretto Personale di rendicontazione dell’Usura.

Per questa finanziaria abbiamo perso il treno per il riconoscimento della nostra professione tra i lavori usuranti, ma per la prima volta, grazie al M5S, ed ai deputati che ringraziamo personalmente, Tiziana Ciprini, Davide Tripiedi, Silvia Chimienti, Claudio Cominardi, Matteo Dall'Osso e Roberta Lombardi, si è parlato di noi e votato, chi a favore e chi contro. A noi tutti le considerazioni personali.