Una grandiosa notizia scientifica, un vaccino sperimentale contro l’ebola killer, ha dimostrato di fornire il 100% di protezione per gli esseri umani in Africa occidentale, precisamente in Nuova Guinea.

Il vaccino non è ancora stato approvato da nessuno stato, eppure è considerato talmente efficace, che ne è stata costituita una scorta d’emergenza di circa 300.000 dosi, nel caso divampi un nuovo focolaio.

L’ebola è stato scoperto nel 1976 nell’ex Zaire e da allora gli sforzi non si sono mai interrotti nella ricerca di un vaccino, ma senza il giusto sostegno finanziario. Solo dopo l’esplosiva epidemia del 2014 con 11.000 vittime in Africa che ha raggiunto anche l’Europa e gli Stati Uniti, con solo 1 vittima, la ricerca è ripartita di slancio per l’unione politica ed economica di tutte le nazioni.

I risultati del test sperimentale del vaccino sono stati pubblicati giovedì 22 dicembre su LANCET. Lo studio iniziato nel 2015 durante l’epidemia, ha arruolato 11.841 abitanti della Guinea. 5837 persone in totale hanno ricevuto il vaccino (5643 adulti e 194 bambini), e tutti i vaccinati sono stati seguiti per 84 giorni. Nessuno dei vaccinati, nei successivi 10 o 12 giorni ha contratto l’Ebola. Invece, ci sono stati 23 casi di Ebola tra le migliaia di altri che non sono stati immediatamente vaccinati.

La finestra di 10 giorni è stata un elemento importante perché il processo ha utilizzato la tecnica "dell’anello di vaccinazione" sviluppato nel procedimento per eliminare il vaiolo.  L’anello di vaccinazione è un sistema d’intervento che consiste, una volta che un caso  è confermato, di contattare tutte le persone nella cerchia di familiari, amici, vicini di casa e gli operatori sanitari intorno alla vittima . Per la vaccinazione sperimentale dell’ebola, sono stati vaccinati, la metà dei "circoli" e nessuno  si è ammalato entro i primi nove giorni dopo la vaccinazione.

Gli esperti evidenziano che il vaccino ha alcuni difetti. Sembra funzionare solo con uno dei due più comuni ceppi del virus Ebola, e la protezione non è duratura. Da segnalare anche effetti collaterali come dolori articolari e mal di testa. Sono stati identificati 80 eventi avversi gravi, di cui solo due sono stati giudicati correlati alla vaccinazione (una reazione febbrile e uno anafilassi) e uno eventualmente collegato (malattia simil-influenzale); tutti e tre recuperati senza conseguenze.

 I test sulle scimmie hanno dimostrato che una sola dose di vaccino, somministrato almeno una settimana prima di un contagio iatrogeno di Ebola, ha conferito protezione. La dose di vaccino somministrata il giorno dopo  che alcune scimmie erano già state infettate dall’Ebola, è stata efficace in alcune di loro.

Il vaccino apre nuovi modi più efficienti e veloci, per combattere il virus. I tanti piccoli focolai di Ebola che si sono verificati tra il ’76 e il 2014 sono stati contrastati in villaggi remoti con metodi laboriosi: sono state impiegate sul campo equipe mediche specializzate, isolati i malati, familiari, contatti e indossato indumenti protettivi per i trattamenti  e per seppellire i morti. Una tattica che fallì nel 2014-15, quando il virus raggiunse capitali affollate,  si diffuse a macchia d'olio con l’orrore di avere morti ammucchiati nelle strade.

La ricerca del vaccino per l’Ebola è stata condotta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, il Ministero della Salute della Guinea, Istituto di Sanità Pubblica della Norvegia e altre istituzioni. Il vaccino, noto come rVSV-ZEBOV, è stato sviluppato nel corso di un decennio fa dalla Agenzia per la Sanità pubblica del Canada e dell’esercito degli Stati Uniti, mentre  la licenza è concessa alla Merck.

Il prossimo passo è l'approvazione del vaccino da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che a sua volta richiede la licenza di un'importante agenzia di regolamentazione come  la Food and Drug Administration  degli Stati Uniti o l'Agenzia Europea per i medicinali.

 

Fonte: http://www.thelancet.com/