Infermieri in rivolta: la persecuzione della ASL 5 con le PD (Pronte Disponibilità) continua e getta gli infermieri nel caos più totale.

Dopo le denunce di NurSind sull’illegittimità dell’imposizione delle PD per la copertura delle assenze nei reparti dell’ospedale, i sindacati CGIL, CISL, UIL e FIALS si erano “affrettati” a comunicare di aver fatto un accordo con l’azienda (in realtà mai avvenuto...) in cui le PD sarebbero state fatte solo su base volontaria e che avrebbero avuto un “bonus” aggiuntivo di 20 euro.

Tuttavia, il fantomatico accordo (che in realtà era una proposta unilaterale dell’azienda) prevedeva anche il fatto che gli infermieri in servizio all’ospedale della Spezia avrebbero dovuto garantire la copertura dei turni anche all’ospedale di Sarzana (e viceversa) e soprattutto che infermieri che abitualmente lavorano in un determinato reparto avrebbero dovuto garantire la copertura del servizio in reperibilità in un altro reparto (del tutto sconosciuto) in barba alla specificità professionale acquisita e alle norme sulla sicurezza sul lavoro.

NurSind ha da subito contestato questa modalità organizzativa che mette a rischio sia il professionista che il paziente, e ben due bandi per la richiesta di volontari per le reperibilità sono andati deserti.

Segno concreto che gli infermieri non vogliono essere obbligati alla reperibilità nei reparti dove questa non è prevista contrattualmente, ovvero in tutti quei reparti che prevedono la continuità assistenziale h24.
Nel frattempo alcuni infermieri hanno anche inviato all’azienda una comunicazione in cui dicevano di non essere disponibili ad effettuare le pronte disponibilità e per tutta risposta l’azienda ha inviato loro una minaccia di provvedimento disciplinare.

Ad oggi, non avendo trovato volontari, l’azienda ha nuovamente imposto le reperibilità agli infermieri e lo ha fatto con una modalità estremamente scorretta.
Infatti i turni di pronta disponibilità sono stati comunicati agli infermieri attraverso la mail aziendale (peraltro con il rischio che non fosse letta...) e appena 24 ore prima di dover essere a disposizione dell’azienda, venendo meno al principio che il lavoratore ha diritto a conoscere i propri turni di lavoro con un anticipo tale da permettergli di organizzare la propria vita familiare.
Di questa situazione si stanno rendendo complici anche i coordinatori infermieristici, creando un caos che sta mettendo in seria difficoltà il personale infermieristico già sottoposto a turni massacranti per poter garantire l’assistenza nei reparti.
L’ASL5 sta dimostrando come ormai sia prassi una gestione aziendale costantemente emergenziale e assolutistica, imponendo ancora nuove linee di pronta disponibilità senza alcuna programmazione e prendendosi gioco della vita degli infermieri, situazione che sta diventando una vera e propria persecuzione e abuso di potere verso gli infermieri.

NurSind continua a denunciare la situazione inaccettabile di vero e proprio sfruttamento a cui sono sottoposti gli infermieri, e ha chiesto ai sindacati CGIL, CISL, UIL e FIALS, che fino ad oggi hanno sottovalutato questo problema, una vera collaborazione di conflittualità con l’azienda per la soluzione di questa situazione.