Roma, 8 maggio - “Con ben 12 mila consensi in più in tre anni, il Nursind, per il suo settore, è quello che tra le sigle autonome registra la crescita maggiore. Il numero di voti, quando ne mancano all’appello poco meno di 10 mila, infatti, passa dai 20.700 del 2015 a oltre 32 mila del 2018 realizzando un +55%”. A fornire i primi dati, seppure ancora non definitivi, sull’esito delle elezioni Rsu, che si sono concluse lo scorso 20 aprile, è Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind, sindacato infermieristico che fa parte della Confederazione generale sindacale-Cgs.

Quindi Bottega prosegue: “Siamo il sindacato del comparto che in assoluto e in percentuale cresce più di tutti. Se da un lato c’è una crescita del sindacalismo autonomo, non si può dire la stessa cosa dei confederali. La triplice, infatti, perde il 3 per cento dei suoi consensi. Per quanto si possa trattare di un voto legato ai delegati locali, siamo di fronte a cifre sintomatiche di una tendenza chiara e cioè una sempre migliore predisposizione dell’elettorato verso il sindacalismo autonomo a fronte di un costante calo del sindacalismo confederale”.

Tra l’altro, evidenzia ancora il sindacalista nella sua analisi del voto delle Rsu, “ non si tratta di un incremento a macchia di leopardo, bensì omogeneo in tutte le Regioni, segno di un lavoro costante da nord a sud della Penisola, ma soprattutto di un’attività svolta in sintonia con la base che ci inorgoglisce e al tempo stesso ci spinge a fare sempre di più e meglio”.  

Nel dettaglio, in attesa dei voti mancanti, ci sono Regioni come Veneto, Toscana, Sicilia e Piemonte in cui il Nursind ha registrato aumenti superiori ai mille voti, con punte verso i 2 mila.

“Sull’esito positivo delle elezioni, senza dubbio - conclude il sindacalista - ha influito anche la recente firma dell’ipotesi di contratto del comparto sanità. La crescita di consensi dopo la mancata firma dell’ipotesi di CCNL ci conforta ancora di più e rafforza la nostra opposizione a un’intesa al ribasso che di fatto penalizza la categoria infermieristica”.