In merito al paziente deceduto, all'ospedale Sant'Andrea di La Spezia per le ferite riportate dopo una caduta dal letto, è intervenuta con una nota il Segretario Territoriale NurSind di La Spezia, Assunta Chiocca.

Nell’esprimere la nostra solidarietà ai familiari, ci troviamo, nostro malgrado, a dover rispondere alle accuse gratuite di presunta negligenza nei confronti dei due infermieri che lavorano nel reparto di medicina dell’ospedale S. Andrea di La Spezia che in questi giorni sono sotto i riflettori per il decesso post caduta del paziente.

Le eventuali responsabilità saranno accertate dagli organi competenti e le critiche aprioristiche su quanto accaduto non si ispirano ai principi di buona fede e correttezza che tutti dovrebbero avere.

Accusare di negligenza un infermiere soltanto perché è l’operatore di assistenza con i quali i pazienti trascorrono la maggior parte del tempo di cura è veramente scorretto.

Ricordiamo che l’evenienza della caduta del paziente è un aspetto critico dell’assistenza infermieristica e competendo proprio all'infermiere la responsabilità e la gestione delle attività di assistenza per l’individuazione dei fattori di rischio e dei pazienti a rischio, gli infermieri adottano sempre le procedure per prevenirle.

Tuttavia, ricordiamo ai cittadini che in alcuni reparti come quello in questione di medicina/oncologia, gli infermieri di notte si ritrovano ad essere solo 2 a fronte di 20 pazienti e con 1 solo medico di guardia per tutto l’ospedale.

Gli infermieri hanno molte virtù, ma manca loro sicuramente quella dell’ubiquità. Se qualcuno anche solo sapesse che cosa vuol dire tenere sotto controllo 20 pazienti dei quali molti confusi, agitati o con declino cognitivo, si renderebbe conto che frasi come “il paziente potrebbe aver chiesto aiuto e non essere stato ascoltato”, è una supposizione che lascia estremamente perplessi.

E’ evidente che gli attuali organici infermieristici della ASL 5 possono non consentire agli infermieri di rispondere in tempo reale ai fabbisogni dei pazienti e che in tale situazione le occasioni di rischio sono all’ordine del giorno nonostante tutta l’attenzione che gli infermieri in servizio possano metterci.

Da tempo NurSind chiede di puntare su una congrua definizione dell’organico infermieristico all’interno dei reparti ospedalieri e di valorizzare il lavoro notturno definendo un rapporto di operatori adeguato come primo passo verso uno standard di qualità superiore all’attuale poiché un incremento del numero di OSS e infermieri nell’assistenza al paziente si associa ad una effettiva diminuzione del rischio di mortalità correlata all’ospedalizzazione.