Il lavoro precario è da intendere come un lavoro che deriva, tra l'altro, da un uso abusivo di contratti di lavoro temporanei in violazione delle norme internazionali in materia di condizioni di lavoro, dei diritti dei lavoratori e del diritto dell'UE; il lavoro precario implica un maggiore esposizione alla vulnerabilità socioeconomica, risorse insufficienti per una vita dignitosa e una protezione sociale inadeguata”.

 

 

Un 31 Maggio storico per i precari del lavoro. Per la prima volta il Parlamento europeo in seduta Plenaria approva una Risoluzione sulla lotta alla precarietà e all'abuso dei contratti a tempo determinato.

Approvata con 312 SI, 75 NO, e 155 astensioni, segna dunque un passaggio storico,nata da anni di lotte, denunce e petizioni.

 

Nonostante la legge Madia il precariato non è mai stato assolutamente superato, per questo a Marzo dello scorso anno, PierPaolo Volpe, infermiere, aveva portato la questione in sede di Commissione Europea, rivendicando il suo diritto a un posto di lavoro a tempo indeterminato dopo aver fatto ben più di 36 mesi di contratti a termine in un’azienda sanitaria italiana.

 

Ieri, a più di un anno, la Risoluzione, dove il Parlamento UE attacca duramente anche la Commissione europea e i ritardi accumulati nella definizione della procedure di infrazione sul precariato pubblico italiano.

E proprio al punto 22 della risoluzione il Parlamento affronta e stigmatizza indirettamente il caso dei precari della ASL Taranto licenziati: condanna il fatto che i lavoratori riconosciuti dalle competenti autorità giudiziarie come vittime di un utilizzo abusivo di contratti a tempo determinato, in violazione della direttiva 1999/70/CE, sono stati licenziati; è fermamente convinto che, laddove abbiano avuto luogo gli abusi relativi a una successione di contratti a tempo determinato, sia possibile applicare una misura che offra garanzie efficaci ed equivalenti per la tutela dei lavoratori, al fine di sanzionare debitamente gli abusi ed eliminare le conseguenze della violazione del diritto dell'UE, nonché per salvaguardare la posizione occupazionale dei lavoratori interessati.

 

 

Nel documento alcuni passaggi salienti sono:

 

 

  • la direttiva sull'orario di lavoro può e deve essere applicata ai lavoratori con contratti a zero ore e che essi sono pertanto coperte dalle norme in materia di periodi di riposo minimi e di numero massimo di ore lavorative

 

  • vanno garantite le ispezioni in modo tale che i lavoratori soggetti a disposizioni contrattuali temporanee o flessibili beneficino almeno dello stesso livello di protezione di tutti gli altri lavoratori

 

 

la conversione di un contratto a tempo determinato in un contratto a

tempo indeterminato deve essere considerata come una misura volta a impedire e a sanzionare effettivamente l'abuso dei contratti a tempo determinato nel settore pubblico e privato, e deve essere inclusa in modo chiaro e coerente da tutti gli Stati membri nei rispettivi quadri giuridici pertinenti in materia di diritto del lavoro”.

 

 

La Risoluzione verrà trasmessa, a cura del Presidente del Parlamento al Consiglio europeo, alla Commissione europea e ai governi degli Stati membri.

Il testo approvato condizionerà, quindi, tutte le politiche UE e degli Stati membri in tema di precarietà, lotta e prevenzione degli abusi.

 

 

Da Quotidiano Sanità