Riconoscere l’indennità di Terapia Intensiva e Sub-Intensiva (art.44 comma 6-7-8-9-CCNL 1994-1997 e modificato dall’art.25 CCNL 2002-2005) a TUTTO il personale Infermieristico, OSS ed Autisti operante nel Servizio di Emergenza Territoriale 118 ed al personale Infermieristico ed OSS dei Servizi di Medicina e Chirurgia di Accettazione e d'Urgenza della Regione Puglia”

E’ questa la legittima richiesta che il Movimento Personale Emergenza- Urgenza (MPEU) fa alla Regione Puglia.

 

La vicenda

Tutto ha inizio in marzo di quest’anno quando all’interrogazione in Regione Puglia, di Mino Borraccino (SI), dove lo stesso avanza la richiesta di estendere le indennità di rischio e disagio per gli Infermieri del Pronto soccorso, 118 e Sert, la risposta di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, è lapidaria:

L’indennità prevista dall’articolo 44 del contratto collettivo nazionale di lavoro spetta esclusivamente al personale infermieristico addetto ai servizi intesi quali articolazioni strutturali dell’organizzazione sanitaria, destinati alla cura di determinate tipologie e di malattie, vale a dire al personale operante nei servizi di terapia intensiva e sub-intensiva e nelle strutture qualificate, nei servizi di malattie infettive o equipollenti o nei reparti in cui sono ricoverati pazienti la cui malattia è stata già diagnosticata come infettiva, nonché nelle sale operatorie.

I giudici di legittimità, inoltre, precisano che non è possibile il riconoscimento delle indennità in parola anche ad infermieri che operino in altri segmenti dell’organizzazione sanitaria, differenti rispetto a quelli predetti, ogniqualvolta si verifichi di fatto e non in maniera strutturale, una situazione di rischio assimilabile a quella dei reparti già citati. Pertanto" l’indennità ex articolo 44 del comparto sanità non può essere riconosciuta al personale infermieristico che presta servizi nei reparti di Pronto soccorso, 118, psichiatria e SerT".

(Regione Puglia. No all’indennità di terapia intensiva agli infermieri di PS e 118)

 

Il Movimento, costituitosi per dare voce a quello che è un Diritto, ci tiene a precisare che:

 

tutto il personale del Servizio 118 e Medicina e Chirurgia di Accettazione e d'Urgenza a rischi e disagi lavorativi sovrapponibili a quelli a cui sono esposti i dipendenti appartenenti ad Unità Operative di Terapia Intensiva, SubIntensiva, Sale Operatorie e Servizi di Malattie Infettive”.

 

 

Il personale del SET 118 e del Servizio di Medicina e Chirurgia di Accettazione e d'Urgenza è soggetto a prestazioni gravose; la gestione del rischio clinico, l’utilizzo di un maggior numero di strumenti e l’esecuzione di manovre avanzate sulla base di protocolli e procedure interne derivanti da linee guida internazionali, hanno comportato un aumento esponenziale dei carichi assistenziali e relativa complessità, con conseguente incremento della probabilità di incorrere in eventuali errori.

 

Il personale impegnato nell’ambito dell’Emergenza – Urgenza intra ed extra ospedaliera subisce, oltre ai rischi comuni dei lavoratori del settore ospedaliero, ulteriori fattori di rischio:

? Rischio da videoterminale (attività di consolle nelle Centrali Operative e attività di Triage nei Pronto Soccorso)

? Rischio da radiazioni non ionizzanti (derivanti da campi magnetici all’interno dei luoghi per l’espletamento delle mansioni, dovute alla presenza di trasmittenti, radio, computer, ecc.)

? Rischio psicologico (sindrome di burn out, disturbo post-traumatico da stress)

? Rischio atti di violenza verso Operatore (solitamente provenienti da parte di pazienti psichiatrici, o sotto effetto di sostanze alcoliche e/o stupefacenti).

 

Inoltre, il personale del SET 118 è soggetto a peculiari situazioni disagevoli derivanti dallo svolgimento del lavoro in ambienti particolari (cellula sanitaria del mezzo di soccorso) e/o ambienti non predeterminabili (spazi aperti come strada o zone pubbliche e spazi chiusi come case, strutture, cantieri, ecc., oppure i pericolosi spazi confinati), con la presenza, anche contemporanea, di numerosi fattori trasversali (clima e intemperie, illuminazione, affollamento, ecc.), della pressione dell’emergenza e delle poche possibilità di adottare soluzioni alternative e meno rischiose.

 

Ed ancora è esposto a:

 

  • Rischi da esposizione a rumore (segnalatore acustico del mezzo di soccorso)

  • Rischio di incidenti stradali (in occasione della conduzione dei veicoli durante il soccorso

  • Rischio da esposizione a bronco-irritanti e cancerogeni dovuta al traffico urbano (IPA, Benzene, ecc.)

 

Per tutte queste ragioni, il MPEU non può che rigettare quanto dichiarato da Emiliano, e perseguire le vie legali laddove ve ne fosse bisogno.