Mancano complessivamente 60.000 Infermieri e 14.000 medici negli ospedali italiani, di cui 4.000 anestesisti-rianimatori.

Imputato principale il blocco del turn over, ma anche disorganizzazione e riduzione dei finanziamenti alla sanità. D'estate, poi, è il caos.

All'ospedale pediatrico Gaslini di Genova per la scarsità di anestesisti e infermieri decine di interventi chirurgici programmati fra giugno e agosto saranno rinviati.

Assicurati nello stesso periodo solo le operazioni d'urgenza e gli interventi ai pazienti oncologici. Gli ospedali del centro di Napoli sono con gli organici al collasso, non va meglio nel Lazio.

Garantire ai medici ospedalieri e al personale infermieristico il diritto alle ferie rischia di far saltare almeno il 30% dell'attività di diversi reparti. Insomma, ammalarsi d'estate, avere bisogno di un ricovero o di un intervento — al di là dell'emergenza - è caldamente sconsigliato.

Secondo alcune stime a causa della carenza di anestesisti non potranno essere effettuati almeno quattromila interventi chirurgici al giorno, mentre il tempo che si aspetta tra la prenotazione e la prestazione aumenterà del 30 per cento nelle strutture più in sofferenza.

Il direttore sanitario del Gaslini di Genova Silvio Del Buono spiega: «Siamo stati costretti a rinviare molti interventi programmati da giugno in poi e riprogrammarli dopo il 24 settembre perché le procedure per assumere 8 anestesisti e 8 infermieri avviate da tempo stanno procedendo più lentamente di quanto previsto». «Sono circa 25 gli interventi che sono stati riprogrammati»

Nel Lazio non va meglio.  Senza assunzioni si rischia l’accorpamento o addirittura la chiusura di reparti.  Nonostante le 1000 stabilizzazioni e l’annuncio della legge sul ricambio generazionale nel Ssr da parte del presidente Nicola Zingaretti e dall’ assessore D’Amato, servono tempi più rapidi e un piano assunzionale che riesca a compensare la fuoriuscita di personale».

Ancora peggio la situazione al Sud. A destare preoccupazione sono le condizioni di tutti gli ospedali del centro storico di Napoli, per l’assenza di servizi ambulatoriali e per il blocco di molte attività chirurgiche di elezione. Ad aggravare ulteriormente la situazione, gli organici già molto risicati che rischiano di essere ancora più sguarniti d'estate.

Ciliegina sulla torta: la riduzione del personale potrebbe trascinare una ulteriore riduzione dei posti letto - già oggi tra le più basse nel panorama europeo - fino a 40.000 posti letto portando il rapporto al di sotto del 2,5 per mille abitanti, che collocherebbe l'Italia all'ultimo posto in Europa.

Fonte: Nazione-Carlino-Giorno

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