Garantiscono l’emergenza in ogni angolo della Sardegna, lavorano fino a 400 ore al mese, 24 h su 24, 7 giorni su 7, non sono infermieri, non sono medici, sono i nuovi schiavi del soccorso : i “volontari”.

A lanciare l’allarme è Unidos, Mauro Pili, che denuncia una situazione al limite della legalità, che riguarda tutto il territorio italiano: l’affidamento del servizio territoriale di emergenza-urgenza 118 alle Cooperative, nella quale operano per lo più volontari.

Risale ad una decina di giorni fa il caso di una donna piemontese morta in casa dopo che, all’arrivo dell’ambulanza, a bordo non vi erano né infermieri né medici, ma Volontari.

In Sardegna, il 70% di tutto il sistema “emergenza urgenza 118 ”è affidato alle cooperative che, da tantissimi anni lavorano in regime di H24 grazie ad una convenzione che permette di svolgere il servizio all’interno di un sistema organizzato e coordinato dalle centrali operative delle cooperative sociali per un importo di circa appena 15 mila euro mensili.

In base a questa convenzione di sfruttamento questi operatori, “i volontari”, per conto delle cooperative, devono lavorare in regime di H24, 7 giorni su 7, e 365 giorni all’anno.

Cooperative che con questa elemosina devono garantire un servizio di primo livello, efficiente ed organizzato con tutto il personale necessario per svolgere il servizio”, dichiara Pili, a sottolineare la pericolosità di questo modus operandi.

Questi ragazzi, giornalmente salgono su un’ambulanza e svolgono tutti quegli interventi secondari, ma tante volte anche primari per conto delle centrali operative del 118.

Si trovano a coprire il servizio in 6/7 dipendenti, lavorano circa 350/400 ore a testa stando in servizio senza smontare per niente anche 3 giorni di fila.

Questo vuol dire non sono mettere a repentaglio la salute dell’operatore, ma anche e soprattutto quella del cittadino che in situazioni di emergenza è assistito da un operatore stanco e senza che con esso vi sia un infermiere o un medico.

 

 

Da Castedduonline