Ad agosto, le prestazioni aggiuntive che dovevano essere retribuite agli Infermieri in servizio presso i Presidi di Gorizia, Monfalcone, Palmanova, Latisana e Lignano non saranno corrisposte.

La problematica riguarda gli infermieri di questi Presidi “vittime” di una vera e propria ingiustizia.

Una vera “ingiustizia”: così è stata definita la prospettiva che l’Azienda per l'Assistenza Sanitaria N.2 Bassa Friulana-Isontina non retribuisca le Prestazioni Orarie Aggiuntive agli Infermieri dei Presidi di Gorizia, Monfalcone, Palmanova, Latisana e Lignano, dal Segretario Territoriale NurSind di Udine, Afrim Caslli.

“Ci era stato garantito in un recente incontro con il Management Aziendale – afferma il segretario Caslli – che con la busta paga di Agosto sarebbero state corrisposte al personale infermieristico le prestazioni orarie aggiuntive, effettuate con grosso sacrificio in questi mesi”. Il problema riguarda nello specifico, circa 45 Infermieri convolti in questo Progetto Estivo”,

“L’attività assistenziale, che ormai da anni viene garantita presso il PPI di Lignano si compone di Infermieri Esperti, che provengono principalmente dal Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza dell’Ospedale di Latisana – continua Afrim Caslli -  e in base alle disponibilità che vengono date dagli altri presidi  di Gorizia, Monfalcone e Palmanova, oltre che da Infermieri neoassunti idonei, così da poter integrarli nell’organico della SOC e poter distaccare gli infermieri esperti presso il PPI di Lignano”.

Dal NurSind inoltre dicono: “che il tutto è stato possibile, chiedendo agli Infermieri, di rinunciare ad alcune giornate di ferie estive oltre che aumentare le ore di lavoro straordinario, cosi da comportare un aumento di carico di lavoro sia fisico che psicologico sul personale Infermieristico, mettendolo a serio rischio di errori verso l’utenza, con possibili risvolti anche legali”.

“Riteniamo pertanto ingiusto e scorretto il comportamento della direzione, di non retribuire gli Infermieri per il servizio svolto per il progetto estivo, - conclude Afrim Caslli - sperando in una immediata risoluzione della problematica.

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