Con il Decreto Dignità si sarebbe dovuta attenuare la prassi delle assunzioni di personale sanitario tramite cooperativa, e d'altronde anche una recente sentenza del Consiglio di Stato, la 1571 del 2018, riteneva illegittime le assunzioni in appalto.

Così non è: da Rovigo a Vicenza, passando per Belluno, le aziende sanitarie hanno cominciato ad appaltare medici tramite cooperative, per colmare le carenze di organico nei pronto soccorso.

 

Sono 1370 i medici che mancano all’appello in Veneto, la causa risiede negli errori di programmazione e nell’insufficiente numero di di borse di studio per le specializzazioni.

Ricorrere alle Cooperative non è certo il modo corretto per assumere, per il raddoppio dei costi, per la schiera di precari che continuano a crescere.

A niente è valsa la protesta di Anaao- Assomed, che parla per l’appunto di “contratti illegittimi”, perché ad oggi la sanità veneta fa ricorso agli appalti in maniera routinaria, e non solo per le carenze in pronto soccorso.

  • A Rovigo l’ULLS 5 Polesana ha chiesto l’esternalizzazione dei del 118 di Rovigo, Trecenta ed Adria.

  • L’Ulss 3 veneziana ha affidato alla Coop Novamentica il compito di appaltare medici per il dipartimento chirurgico di Chioggia.

  • Rovigo ha affidato sempre alla Coop Novamentica l’appalto dei medici per il reparto di Ginecologia ed Ostetricia.

 

Da Il Gazzettino