Con la nota n. 4074 del 2 novembre, l’Inps ha recepito quanto deciso dalla Sentenza della Corte Costituzionale numero 158 del 23 maggio 2018, stabilendo che il congedo straordinario, usufruito dalla lavoratrice in maternità, per assistere il disabile coniuge o figlio, è escluso dal computo dei 60 giorni previsti per il calcolo dell’indennità.

La sentenza della Corte Costituzionale riguarda i casi in cui una lavoratrice incinta nei 60 giorni antecedenti l’inizio dell’astensione obbligatoria risulta assente per congedo straordinario.

A questa spetta l’indennità di maternità, esclusivamente però se l’assenza si verifichi per assistere il coniuge convivente o il figlio con disabilità in situazione di gravità. Allo stesso modo, continua l’INPS, l’assistenza può essere prestata all’unito civilmente così come previsto dalla legge n. 76/2016 (cd Legge Cirinnà).

La Corte ha ritenuto illegittimo l’articolo 24, c. 3 del Testo unico Maternità e Paternità (D.lgs 151/2001) nella parte in cui, per la lavoratrice gestante, non si esclude dal computo dei sessanta giorni immediatamente antecedenti all’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, il periodo di congedo straordinario (Art. 42, c. 5 D.Lgs n. 151/2001).

 

da il Sole24ore