Un nuovo Piano per l’eradicazione del morbillo e della rosolia tra i giovani over-16 entro il 2021, ad annunciarlo in un’intervista a Sanità 24, Vittorio Demicheli consulente del ministro della Salute Giulia Grillo e coordinatore del neonato Gruppo tecnico consultivo sulle vaccinazioni  (Nitag).

 

Il Ministero della Salute, con la consulenza dell’ Iss, dell’Aifa, dell’ Agenas, e degli Ordini dei medici componenti del nuovo Nitag, sta mettendo a punto un piano che prevede un approccio “attivo” al problema della scarsa adesione ai vaccini del morbillo e della rosolia tra gli under-16.

Il Piano, infatti va ad aggiornare sia il precedente piano vaccinale risalente al 2011, sia le disposizioni dettate nel 2017 dalla legge Lorenzin, che fermano l’obbligo vaccinale ai 16 anni di età. Intanto, in parallelo continua l’iter parlamentare il disegno di legge sui vaccini che prevede di mantenere l'obbligo ma «flessibile», ossia modulandolo in base alle emergenze epidemiologiche.

L’obiettivo finale è quello di vaccinare contro il morbillo e la rosolia 800mila giovani tra i 16 e i 35 anni entro il 2021: primo step è quello di raggiungere 500mila soggetti entro la fine del 2019.

Il ministero della Salute assicura che, nell’applicazione del Piano, sarà utilizzato un approccio attivo, vale a dire che sarà superato il concetto dell’obbligo (per altro difficilmente applicabile a questa fascia di utenza), per utilizzare, invece una strategia premiante.

Si apprende dalla agenzia di stampa Agi che è allo studio una serie di incentivi atti a favorire, nei più svariati settori, chi si vaccinerà. Ad esempio, si sta ragionando sulla possibilità di ridurre la tassa di iscrizione all'università, o di premiare i vaccinati con crediti extra, ma anche di aggiungere un punto alla patente, o agevolare le iscrizioni ai centri sportivi, o magari aggiungere punteggio nei concorsi. Una serie di interventi premianti, insomma, che al ministero ci si augura possano convincere gran parte di questi soggetti «vulnerabili» a vaccinarsi pur senza esserne obbligati.

Inevitabile la riflessione relativa alla natura fallace di questo genere di strategie premianti. Puntare su un counseling vaccinale avrebbe, un risultato più incisivo in quanto andrebbe a sollecitare le coscienze rispetto al senso di responsabilità nei confronti di se stessi e della collettività. Per il momento, comunque, si è ancora in fase di studio in cui è possibile un ripensamento.

L'offerta del vaccino agli under 16 dovrebbe avvenire ogni volta che il giovane entra in contatto con una istituzione, come ad esempio , in occasione dell’iscrizione all’Università. Per l'offerta del vaccino alle matricole universitarie potrebbe essere messa a punto una circolare del Miur che impegni i rettori a promuovere la vaccinazione attiva, inserendo la profilassi nel sistema di valutazione dell'università.

Riguardo le tempistiche, il piano dovrebbe essere pronto entro gennaio, e dovrebbe affrontare anche il capitolo riguardante la vaccinazione degli operatori sanitari. Entro metà dicembre invece si insedierà il nuovo Nitag (Gruppo tecnico consultivo sulle vaccinazioni), con esponenti del ministero, dell'Iss, dell'Aifa, di Agenas, di Ordini e sindacati medici e di società scientifiche.

 

Fonte: Sanità24

Ph Credit: web