Esposto per esercizio abusivo della professione, è quanto hanno firmato in quattro sigle sindacali, Snami (Sindacato nazionale Autonomo Medici), Uil Fpl, Fimmg (Federazione Italiana medici di familglia) e Smi (Sindacato Medici Italiani).

La questione è sempre la stessa, i protocolli India, che prevedono la presenza del solo infermiere sulle ambulanze, sono, a dire dei medici, illegittimi, e da mesi stanno agitando la sanità pisana.

 

Torna quindi a tuonare la classe medica e sembra non volersi fermare di fronte a quello che sente essere un esproprio di competenze.

L’esposto lo hanno presentato all’Ordine dei medici di Pisa, citando quello che è l’articolo 13 del Codice deontologico medico:

Prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione

La prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione è una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico, impegna la sua autonomia e responsabilità e deve far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico.

 

Cosa prevede la riforma del 118 a Pisa.

Da Marzo 2019, è prevista l’introduzione di un auto medica con la presenza di medico ed infermiere, mentre per quanto riguarda le ambulanze è stato deciso per un depotenziamento dei medici e con la sola presenza degli infermieri e del personale volontario.

Una riduzione del personale medico dunque ed un incremento del personale infermieristico.

 

La campagna mediatica a danno degli infermieri non si ferma, perché in nessuno degli articoli che riguarda questa inutile caccia alle streghe, è stato scritto che l’infermiere che attua i protocolli India non è un improvvisato, ma un professionista laureato e formato.

Il tanto temuto sentito pericolo per la salute pubblica che ha portato i medici all’esposto, in fondo è solo paura di perdere terreno, di perdere la leadership.

Ma così facendo non si tutela la salute, si instilla nella popolazione, il dubbio, e si torna a sminuire ed a ridicolizzare la figura dell’infermiere.

 

 

da Il Tirreno