In merito alla radiazione del medico/assessore Sergio Venturi dall’Ordine dei Medici e al triste fatto di cronaca avvenuto pochi giorni orsono in provincia di Sondrio è intervenuto il sindacato ANAAO Assomedici della Lombardia.

Stefano Magnone e Bruno Nicora, rispettivamente segretario e vicesegretario regionale dell’ANAAO hanno affermato che “[…] medico formato o anestesista-rianimatore sono termini che non costituiscono mai l’equivalenza di professionista che garantisce la salvezza sempre e comunque, e che - continuano Magnone e Nicora - il modello che si sta affermando a livello mondiale nel campo dell'emergenza è quello che considera titoli o esperienze in ambiti sanitari non specifici o non attinenti all’emergenza, non più idonei per soccorrere una o più persone o comunque per gestire uno scenario di emergenza territoriale […]”.

Sarebbe quindi utopistico pensare che la presenza di un medico a bordo di un mezzo di soccorso corrisponda, matematicamente, alla salvezza della vita.

Quella che è in atto in queste settimane (ma è storia antica) è solo una battaglia politica che con la salute dei cittadini non ha niente a che vedere. Iniziative dequalificanti, quali quelle messe in atto dall’Ordine dei Medici nei confronti del dottor Venturi e verso l’intera categoria infermieristica, squalificano principalmente chi le attua.

Il Ministero della Salute ha già più volte sancito che le Regioni hanno facoltà di organizzare mezzi avanzati di soccorso con medico o con infermiere, non necessariamente insieme, ma spesso in collaborazione.

“Il percorso - concludono Magnone e Nicora - è ormai avviato verso la completa integrazione tra lavoro svolto sul territorio e quello svolto tra le mura ospedaliere, indipendentemente dalla disciplina praticata dai colleghi”.