Non avrebbe capito la gravità della situazione e di conseguenza non avrebbe attivato il protocollo che impone l’invio dell’elisoccorso”,sono queste le accuse per la quali, un’infermiera di 46 anni in servizio alla centrale operativa del 118 di Firenze, è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo.

 

La vicenda

I fatti risalgono a gennaio di quest’anno, quando una 22enne ha fatto un volo di 8 metri finendo in un dirupo.

Un pomeriggio di sole, nel freddo gennaio tra i tra i boschi dell’Appennino, una compagnia di dieci giovani sta festeggiando il compleanno della figlia della proprietaria dove hanno passato tutti insieme la settimana; c’è un altalena su una grande quercia, costruita artigianalmente, una corda ed un sedile in legno: si leva nel vuoto, a ridosso di un dirupo.

Sofia ha deciso di dondolarsi un pò, la attira a sé, ci sale sopra e scivola o si rompe la corda (la dinamica non è ancora chiara), cade rovinosamente per 8 metri.

Quando sono arrivati i soccorsi, la ragazza, recuperata dagli specialisti dei Vigili del Fuoco, era ancora cosciente e parlava con loro, presentando ‘solo’ una brutta frattura. Portata fino alla strada è stata consegnata al personale del 118 e accompagnata a Careggi, qui muore: rottura della milza.

 

Le indagini

L’infermiera sarebbe responsabile di non aver definito il tipo di intervento ottimale, avrebbe omesso di inviare sul posto l'elisoccorso, ignorando il protocollo operativo della Regione Toscana che ne prevede l'invio in caso di 'caduta dall'alto e politrauma', attivando invece un'ambulanza senza medico a bordo.

L’ ambulanza attivata era priva anche di ecografo, che avrebbe aiutato nel definire la gravità della situazione.

L’aver attivato il soccorso non idoneo alla situazione, avrebbe portato ad un ritardo nell’accertamento della rottura della milza, procurando la morte della ragazza.

 

Da La Nazione