Questa notte per la tragedia della discoteca Lanterna a Corinaldo (AN) è stato attivato il PEIMAF, il Piano di Emenrgenza Interno per il Massiccio Afflusso dei Feriti, in tutte le strutture ospedaliere del territorio.  Gli infermieri e sanitari anche volontariamente si sono riversati nelle sedi ospedaliere più vicine per prestare assistenza e soccorso.

Il caos alla discoteca Lanterna di Corinaldo si è scatenato all'improvisso alle ore 24 circa. Una enorme folla di ragazzini, si parla di oltre 1500 giovani, in un locale che poteva contenerne 870, era in procinto di assistere al concerto del rapper Sfera Ebbasta, quando si è diffuso un forte odore acre e urticante (peperoncino?), che ha gettato nel panico la folla che ha iniziato in modo concitato a scappare verso le uscite.  Una delle uscite di emergenza sembra fosse chiusa ermeticamente, quindi la folla si e riversata verso le uscite restanti, in prossimità di una di queste si è consumato il "grosso" della tragedia. Una balaustra di un ponticello situato in una delle uscite di sicurezza non ha retto alla calca, molti ragazzi sono precipitati nel vuoto per alcuni metri una sull'altra.

Il PEIMAF è stato attivato alle ore 01.00 circa di questa notte e si è concluso solo alle ore 7.00 della mattina, le ambulanze hanno trasportato ininterrottamente i feriti negli ospedali di Senigallia, Jesi, Fabriano e Ancona, sono giunte in aiuto anche ambulanze e soccorso dei 118 limitrofi di Recanati e Macerata.

Molti i feriti politraumatizzati gravi in prognosi riservata presso le rianimazioni degli ospedali, il bilancio complessivo dei ricoverati è ancora in divenire. Tutti giovanissimi dai 13 ai 17 anni. Probabilmente soccorse più di un migliaio di persone.

I colleghi coinvolti nei soccorsi sono ancora traumatizzati, nessuno era pronto ad uno scenario così terribile, da guerra. Corpi ammassati, urla, strazio, un’infermiera di Corinaldo non in servizio, chiamata dalla figlia che si trovava in quella discoteca, tra le prime ad arrivare, ha immediatamente rianimato più di uno di quei corpi esanimi, un automatismo professionale che porta all’agire consapevole ma che poi si paga nell’angoscia esistenziale del dover vivere con quella sofferenza e sgomento.

Tutto il personale sanitario, infermieri, medici, OSS, tecnici di radiologia e di laboratorio, in queste ore ha avuto un comportamento professionale e umano encomiabile, sono orgogliosa di appartenere a questa categoria e vorrei ringraziare, abbracciare ciascuno di loro, perché so, quanto è difficile fronteggiare il dolore e il servizio in tali circostanze. Trovarsi nell’impensabile, chiedersi come e perché sia stato possibile.

 

Con vicinanza e cordoglio per i familiari e amici delle vittime.