a cura di Chiara D'Angelo

Riportiamo di seguito un quesito posto al Dott. Francesco Falli, Presidente del Collegio Ipasvi di La Spezia ed Infermiere Legale e Forense via mail da Annalisa (nome di fantasia), ritenendolo un tema utile a molti.

 

Egregio Signor Presidente, cosa ne pensa dell' attuale normativa sul ruolo degli OSS e OSSS e sulla loro formazione? Grazie per la sua cortese disponibilità.

Il ruolo degli operatori di supporto con qualifica OSS in Italia è normato dagli atti della Conferenza Stato Regioni (atti numero 1161 del 22.2.2001); mentre la figura dell'OSS con formazione complementare (OSS con f.c., comunemente ma erroneamente definita ''osss'') è normata dagli atti numero 1604 del 16.1.2003). Molto rapidamente, posso dire che a mio avviso - e credo ad avviso di molti- con l'ingresso in Università della figura dell'Infermiere (che è, sulla base delle norme vigenti, vedi il DM 739 del 14.9.1994 il SOLO responsabile dell'assistenza generale infermieristica) era assolutamente necessario individuare una nuova figura che fosse intermedia fra l'addetto alle pulizie e lo stesso Infermiere, al quale non si poteva continuare a chiedere di occuparsi di qualsiasi necessità relativa alle questioni assistenziali ''ad ampio spettro''. Cosa è però avvenuto, in un Paese poco accorto e nulla attento ai cambiamenti e alle gestioni degli stessi? Inizialmente, sono state ''sanate'' al livello degli oss delle persone che, entrate come addette alle pulizie nelle ASL italiane, avevano effettuato al massimo alcuni corsi interni di alcune decine di ore, con ciò livellando verso il basso competenze e formazione, culturale e specifica. Nelle scuole  per OSS ''vere'' e funzionanti ben di rado si è spiegato agli oss stessi che cosa avrebbero dovuto fare sul malato e nell'ambiente; e lo dimostra il fatto che molti di loro non conoscono neppure le competenze indicate negli allegati A e B degli atti che ho citato; su questi atti è stato scritto con chiarezza che compete all'OSS la pulizia e la sanificazione degli ambienti, per portare il più banale degli esempi. Neppure al corso di Laurea in Infermieristica, fino a qualche anno fa, veniva spiegato agli Infermieri che cosa dovevano attendersi da questa figura, una cosa veramente grave: a livello spezzino è stato grazie alla sensibilità dell'attuale dirigente (la collega Infermiera dottoressa Stefania Sannazzaro) che ho potuto personalmente accedere a spiegare bene ''chi fa che cosa'', una conoscenza che dovrebbe appartenere a TUTTI gli attori della faccenda (Medici, Infermieri, OSS, malati) ma che così, ancora oggi, non è. Le figure sono colpevolmente, ambiguamente, PERICOLOSAMENTE confuse (anche in termini di responsabilità professionale) perfino da certi coordinatori professionali o da ''brillanti'' organizzazioni aziendali... Per quanto riguarda i rapporti gerarchici, penso che nel pubblico impiego la collocazione della figura dell'Infermiere a livello ''D'' (come ogni altra professione sanitaria italiana) e dell'OSS a livello ''Bs'', cioè DUE livelli posti al di sotto, renda chiara la situazione dei rapporti fra le due figure. Circa l'OSS con fc, la figura NON esiste nel contratto nazionale di lavoro del settore pubblico, ed il suo reale inserimento è avvenuto in qualche rara struttura privata del Nord Italia. A chiudere Le confermo: a) il mio personale gradimento sull'esistenza di questa figura (l'OSS in particolare, mentre reputo inutile e strumentale la figura dell'oss/fc); b) il mio personale e assoluto disagio nel vedere come spesso  queste figure sono formate, inserite, gestite (non mi riferisco a Spezia, o non necessariamente solo a Spezia; ma grazie al mio ruolo ho informazioni da tutta Italia), c) l'assoluta disapprovazione, documentate le negative conseguenze da vasta letteratura internazionale e nazionale, alla sostituzione di personale sanitario infermieristico con OSS (personale di supporto): bene l'inserimento in team ed in equipe, NO alla sostituzione uno contro uno, cioè TOLTO l'Infermiere e messo l'OSS. Chiudo descrivendo l'anomalia di alcune strutture formative che impiegano, per la formazione, figure NON infermieristiche, cosa abbastanza anomala per non dire grottesca, considerando che le fonti normative citate, E sul versante infermieristico E sul versante OSS dipingono chiaramente come sia l'Infermiere ad attribuire le funzioni e le attività all'operatore di supporto. Fare perciò formazione all'OSS esclusivamente con chi Infermiere non è, è come mettere, a mio avviso, bravissimi ciclisti affermati ad educare calciatori in erba sul gesto atletico e sulle strategie tattiche di gioco. Distinti saluti.  

 

Francesco Falli Presidente IPASVI, La Spezia Infermiere legale e forense ed esperto in Rischio Clinico