“Quella dell’Azienda Sanitaria Toscana Centro non è una proposta accettabile, potenziare solo il personale medico non è sufficiente: già in situazioni normali il personale infermieristico è carente. Non basta aumentare i posti letto, bisogna aumentare gli infermieri”.

Questa la replica del NurSind al piano dell’Azienda Toscana Centro per far fronte all’emergenza nei pronto soccorso, “Invitiamo gli organi deputati al controllo a intervenire”. 

Salvatore Sequino, segretario aziendale NurSind, dell'ex Azienda Sanitaria di Firenze 10,  replica così al piano aziendale per far fronte all’iperafflusso registrato nelle scorse settimane nei pronto soccorso degli ospedali dell’area fiorentina. “In questo contesto – attacca Sequino – le rassicurazioni dell’assessore Stefania Saccardi sulle future assunzioni suonano come una presa in giro”.

“Tre anni per esaurire le graduatorie Estar? Qui – continua il responsabile NurSind - non possiamo aspettare nemmeno tre giorni. I reparti di Pronto Soccorso sono quelli che hanno subito maggiori ripercussioni, in questi giorni, registrando una media di oltre 180 accessi giornalieri ciascuno. L’Azienda ha provato a tamponare la situazione ricorrendo al personale già in servizio, ma in questo modo ha generato una reazione a catena: il disagio si è ripercosso su tutti reparti di degenza”.

“Eppure segnali di allarme c’erano già stati nei mesi scorsi – aggiunge - e si potevano intraprendere strategie diverse, anziché andare a gravare maggiormente il personale infermieristico, aumentando così lo stress da carico di lavoro e di conseguenza anche il rischio a cui si sottopongono i pazienti”.

“Si continua a far finta di non vedere qual è la realtà dei presidi ospedalieri della Toscana Centrale – sottolinea il Coordinatore Regionale NurSind della Toscana Giampaolo Giannoni – ci sono infermieri con 50 giorni di ferie da fruire, persone che lavorano 15 giorni di fila senza fare un giorno libero, persone che conoscono il proprio orario di lavoro dall’oggi al domani. Tutti problemi che originano nelle mancate assunzioni. Invito gli organi deputati al controllo sulle normative del lavoro a intervenire”.

“Non ci bastano le rassicurazioni dell’Assessore Saccardi – conclude Sequino – è necessario prendere provvedimenti subito per assicurare un adeguato rapporto tra pazienti e infermieri. Pretendiamo delle risposte concrete in occasione dei prossimi incontri previsti nel mese di gennaio con la dirigenza aziendale: se non le avremo non ci resta che ricorrere alla mobilitazione”.