Nel pubblico impiego, laddove si riaprano le assunzioni, ad avere la priorità devono essere i lavoratori nelle graduatorie di mobilità già esistenti.

A stabilirlo la Cassazione con sentenza 12559/2017.

I fatti

La Regione Abruzzo indice un concorso per la selezione interna e la copertura di tre posti di categoria D, funzionario amministrativo. Successivamente al bando, l’amministrazione però, decide di ricoprire i posti vacanti tramite lo scorrimento di una graduatoria di mobilità intercompartimentale.

A ricorrere contro tale decisione, alcuni dipendenti della Regione Abruzzo che ritenevano di aver diritto, in quanto vincitori del concorso, a ricoprire i posti vacanti.

La Cassazione rigetta il ricorso.

I giudici hanno stabilito che nell’ottica di realizzare economia di spesa e per il buon andamento della pubblica amministrazione, l’ente, nel caso specifico o l’azienda, deve preferire la mobilità intercompartimentale che non prevede nessuna spesa aggiuntiva, al reclutamento di personale tramite concorso, che comporta oneri maggiori.

Non esiste quindi nessun diritto dei ricorrenti alla copertura dei posti vacanti tramite scorrimento della graduatoria rispetto al trasferimento di personale mediante mobilità intercompartimentale.

 

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