Improvvisa accelerazione del Ddl Lorenzin, approvato di tutta corsa in Commissione Sanità: adesso il testo è pronto per l’Aula del Senato e per la sua approvazione definitiva.

Emilia Grazia De Biasi, Presidente della XII Commissione ha commentato l’inusuale ristrettezza dei tempi con l’importanza che riveste approvare il Disegno di Legge prima della fine della Legislatura.

Un Ddl che non accontenta proprio tutti e che non è stato scevro da critiche.

Contro il provvedimento si sono scagliati medici, farmacisti e veterinari.

Tre professioni che hanno contestato duramente l’articolo 4, 5 e 6 della legge.

I medici si oppongono fermamente alla modifica del quorum necessario per la validità dell’Assemblea elettorale ed alla previsione di tre convocazioni che renderà molto più complesso e dispendioso il procedimento elettorale, con oggettive complicazioni che non muovono da specifiche esigenze della professione né razionalizzano l’operazione elettorale.

Ed ancora il Codice deontologico: E’ stabilito che le Federazioni nazionali emanino il codice deontologico, approvato nei rispettivi Consigli nazionali da almeno due terzi dei consiglieri presidenti di Ordine e riferito a tutti gli iscritti agli Ordini territoriali, che lo recepiscono con delibera dei Consigli direttivi. La modifica apportata dall’Aula della Camera dei Deputati dà adito a temere che possa anche non intervenire la delibera da parte dei singoli Ordini, creando di fatto una parziale validità sul territorio nazionale del Codice deontologico.

Gli odontoiatri contestano che il riconoscimento di nuove professioni, possa dar vita a pericolose sovrapposizione di competenze e, insieme ai farmacisti, chiedono di inserire delle modifiche nella legge di Concorrenza.

Tutti hanno puntato il dito contro il limite dei due mandati consecutivi e sulla mancata previsione dell’obbligatorietà del Codice Deontologico su tutto il territorio nazionale.

Critiche anche le parti politiche. Riserve sul testo provengono da Nerina Dirindin (Mdp) che, nutre dubbi e ritiene ci sia bisogno di un ulteriore riflessione in merito alla procedura di istituzione di nuovi ordini, e sulla costituzione dei comitati etici presso l’Aifa.

Maria Rizzotti(FI), ha ribadito le rimostranze di medici, farmacisti e veterinari e, il M5S si è mantenuto critico.

 

da Quotidiano Sanità

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