Duecento milioni di donne convivono nel mondo con l’endometriosi, una malattia infiammatoria, dolorosa e cronica.

Cos’è l’endometriosi?

L’endometriosi è una malattia cronica complessa, originata dalla presenza dell’endometrio in organi come ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino.

Interessa il 10% delle donne in età fertile (dai 15 ai 49 anni) e nel Regno Unito, è la seconda patologia ginecologica, dopo i fibromi.

E’ una delle cause dell’infertilità (il 30-40% delle donne che ne se sono affette).

L’eziologia non è ancora nota, mentre noto ne è il meccanismo, le cellule endometriali, tramite mestruazione retrogada, si impiantano nella pelvi e proliferano.

Le nuove Linee Guida del National Institute for Health and Care Excellence (Nice) , chesono state tradotte in italiano e riassunte dalla Fondazione Gimbe, di cui Nino Cartabellotta è Presidente, contengono le raccomandazioni cliniche per la diagnosi ed il trattamento.

 

Quale l’importanza della revisione delle Linee Guida?

Sicuramente per l’importanza che la patologia assume per le donne, date le innumerevoli ricadute nella vita sociale, sessuale e psichica.

Uno degli aspetti studiato è quello dell’impatto che ha la patologia sull’efficienza lavorativa.

Una ricerca condotta dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, ha coinvolto 1.459 donne, di un’età compresa tra i 18 e i 45 anni, provenienti da 14 centri in 10 Paesi.

A queste è stato somministrato un questionario basato sulla descrizione dei sintomi e sull’impatto che questi hanno sulla loro vita.

Lo studio ha mostrato come l’endometriosi, con la sua sintomatologia dolorosa, causi il calo dell’efficienza lavorativa di dieci ore la settimana.

I ricercatori hanno anche notato il ritardo diagnostico di ben 7 anni dal primo consulto con il medico di famiglia a quello con lo specialista.

E proprio questo ritardo diagnostico, causa un peggioramento delle condizioni vita e la progressione della patologia.

Le Linee guida, si pongono come obiettivo diverse sfide, così come spiega Nino Cartabellotta: la prima,quella di riuscire a fare una diagnosi precoce, ed indirizzare a questa, “L'endometriosi è una malattia dove i dati clinici sono molto più rilevanti e significativi dei risultati dei test diagnostici: ad esempio, anche la risonanza magnetica è spesso negativa ed è raccomandata solo per valutare l'estensione dell'endometriosi profonda dell'intestino; analogamente il marker CA-125 è poco accurato per i numerosi risultati falsi positivi e falsi negativi.”

La seconda, riuscire a fornire alle donne quante più informazioni possibili, complete e basate sulle evidenze. Alla luce di quanto abbiamo detto, sull’impatto della malattia sulla vita di ogni donna, è importante che queste ne conoscano ogni conseguenza a livello psicologico, sessuale, lavorativo, al fine di effettuare scelte terapeutiche informate.

La terza sfida, prosegue Cartabellotta, è quella di offrire l'erogazione di percorsi diagnostico-terapeutici, cure integrate e coordinate sotto il segno dell'approccio multiprofessionale e multidisciplinare: dal medico di medicina generale ai consultori, dai servizi di ginecologia sino ai centri specializzati per l'endometriosi, in Italia purtroppo ancora un lontano miraggio.

 

Linee Guida Gimbe Endometriosi.pdf

 

 

da Doctor33 

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