Il dopo Referendum Costituzionale ha visto l’instaurarsi di una profonda crisi di Governo, che ha determinato l’apparente fine del Governo Renzi, per lasciare spazio all’era Gentiloni.

In questo momento di incertezze e di instabilità, complice la lunga pausa natalizia di cui i nostri parlamentari godono, è evidente che molti iter legislativi siano rimasti affossati, dimenticati, come del resto è finita nel dimenticatoio anche la questione Sanità; nessun riferimento a quest’ultima nel discorso ufficiale del Premier Gentiloni, nemmeno le solite fasulle promesse, un silenzio assordante che suona come una beffa se, guardiamo a quello che è stato il primo intervento urgente di questo esecutivo, ovvero il salva banche che ha permesso al Monte dei Paschi di Siena di non fallire, mente un intero Paese è già fallito da un pezzo.

Tra gli iter legislativi che sembrano essere sprofondati in un profondo oblio vi è il DDl Gelli sulla Responsabilità professionale, approvato alla Camera e passato al vaglio del Senato.

Sulla questione è intervenuta Barbara Mangiacavalli, Presidente della FNC, che in una lettera al Direttore di Quotidiano Sanità, si dice favorevole a sposare la causa portata avanti dal citato quotidiano, che si è fatto promotore di una petizione che intende esortare questo Governo a non dimenticare il Ddl Gelli, completandone l’iter, nell’urgenza di regolamentare una materia, quella della responsabilità professionale, fondamentale per il professionista e per il cittadino.

La Mangiacavalli, sostiene che la conversione del Ddl in legge, sia un atto dovuto, non solo verso i cittadini, ma anche per i professionisti, che altrimenti resterebbero bersaglio di facili speculazioni e di procedure che spesso con le reali responsabilità hanno poco a che fare.

La Presidente continua, riconoscendo al Ddl, il merito di aver individuato nelle professioni sanitarie un livello di responsabilità maggiore, indice della crescita della professione, anche alla luce delle nuove funzioni manageriali in ambito di Risk management, così come il Ddl sancisce.

Naturalmente il Ddl avrebbe bisogno di parecchi aggiustamenti, contiene parecchie zone d’ombra, da una sorte di sbilanciamento a sfavore dei cittadini, all’articolo 10 che definisce l’obbligo per tutti i professionisti sanitari di contrarre una polizza assicurativa, in merito al quale, il Segretario Nazionale NurSind, Andrea Bottega, ha espresso le sue perplessità. (Per approfondire clicca qui)

Fatte le dovute modifiche, il Ddl Gelli, dovrebbe al più presto ritornare a completare il suo iter legislativo; la Sanità dovrebbe tornare nei discorsi del Premier di un Governo che dal fare male è passato ad un pericoloso immobilismo.

 

Fonte: Ddl Responsabilità professionale. Ecco perché anche gli infermieri vogliono che sia approvato