Nella decima ricorrenza della giornata europea del Numero Unico Europeo 112, il prossimo 11 febbraio 2019, la Città di Torino ospiterà la prima "Consensus Conference Interforze", un dibattito tra il personale delle Centrali Operative di secondo livello, rappresentanti istituzionali e associazioni interessate al tema.

Il NurSind sarà tra i protagonisti dell’iniziativa, in linea con l’impegno profuso in questi anni per portare all’attenzione dell’opinione pubblica i problemi e i disservizi denunciati dai cittadini.

Un riconoscimento che ci rende orgogliosi e che condividiamo con i sindacati più rappresentativi della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco.

"La posizione sindacale  - spiega Stefano De Agostinis, dirigente sindacale NurSind - deriva dal ruolo rivestito dagli infermieri all’interno delle Centrali Operative dell’emergenza sanitaria 118, quei luoghi di lavoro che ricevono la maggior parte delle richieste transitate dalle Centrali Uniche di Risposta del NUE 112. Ricostruendo cronologicamente gli eventi è possibile datare l’istituzione del 112 come Numero di Emergenza al 1991, i ritardi nell’attivazione determinarono nei confronti del nostro paese una pesante condanna da parte della Corte di Giustizia Europea nel 2009". 

La procedura di infrazione venne sospesa due anni dopo, principalmente grazie a due misure correttive: il reindirizzamento dei numeri di emergenza tradizionali verso le Centrali delle Forze dell’Ordine e l’istituzione del primo Call Center Laico a Varese, una soluzione dettata dall’urgenza del momento poi divenuta definitiva con il modello delle Centrali Uniche di Risposta.

Siamo ancora lontani dall’avere una copertura sull’intero territorio nazionale, ma vista la discutibile efficacia del modello questa è una buona notizia; finora nulla è stato fatto per correggere quegli errori evoluti in tragedie ed approdati sul tavolo di almeno tre Procure.

La questione è andata ben oltre le semplici divergenze di opinione, al punto che il rapporto redatto dalla Conferenza Stato Regioni e presentato alla Commissione Igiene e Sanità il 17 luglio 2018, annovera l’organizzazione del 112 NUE tra le problematiche del Servizio Sanitario Nazionale.

La disamina dei problemi è prevalentemente legata al modello organizzativo ed anche se in una prima fase gli eventi accaduti in Lombardia non hanno avuto una grande risonanza mediatica sarebbe ingeneroso sostenere che nessuno si sia accorto di nulla; nel 2014 un servizio realizzato da Report evidenziava le criticità descritte confrontando varie realtà europee. Molte testate locali hanno riportato eventi che avrebbero meritato più attenzione: i casi di Brione, Como, Lecco e l’omicidio della Dottoressa Eleonora CANTAMESSA sono fra quelli più eclatanti, e sarebbero stati più che sufficienti per agire sul sistema e migliorarne l'efficacia.

L’incendio nel seminterrato del Bar Ciampini di Roma nel 2016 fu oggetto di un tweet dell’attuale Ministro BONGIORNO, i casi di Raffaella NOVALDI e Gianfranco RUGGIU nel 2017 hanno goduto di un maggior rilievo mediatico rispetto ai precedenti, ma evidentemente non bastevole a ridiscutere l’apparato organizzativo.

Nel corso degli anni si sono susseguite interrogazioni parlamentari, petizioni e interpellanze provenienti dalle rappresentanze dei lavoratori di categoria, ma in Piemonte è accaduto qualcosa di diverso grazie alla creazione di un fronte sindacale unitario costituitosi tra il NURSIND e le sigle più rappresentative della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco.

Si tratta di un’iniziativa senza precedenti attuata dopo il disastro di Piazza San Carlo, una scelta che ha modificato la geografia del dissenso, non limitandosi alla semplice contestazione, ma esortando ad un confronto tra addetti ai lavori e istituzioni.

In molti si sono chiesti quale fosse la pertinenza sindacale della questione: Emergenza sanitaria, Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco pongono al centro della loro ragion d’essere il servizio alla persona che potrà essere chiamato paziente, utente, cittadino o contribuente secondo le specifiche declinazioni, ma che si fonda sul diritto ad essere soccorsi nel modo migliore e più rapido possibile.

Sono diverse le posizioni sostenute nel merito delle soluzioni prospettate, l’interesse al tema del Numero Unico è legato ad un vero e proprio cambiamento che ha investito l’organizzazione del Soccorso Pubblico.

Ad esempio i vertici delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco e della Sanità, sostengono l’efficacia del modello attuale costituito da una sovrastruttura, dove convogliano tutte le chiamate di emergenza successivamente smistate alle Centrali di secondo livello .

La seconda corrente propone il ripristino della numerazione tradizionale, quantomeno per il 118, garantendo in parallelo l’esistenza del NUE 112 evitando il doppio passaggio telefonico per i cittadini italiani. Questa proposta è stata oggetto di un’importante campagna mediatica da parte del Presidente della Società Italiana dei Sistemi 118 – SIS.

Vi è infine una terza opzione, orientata all’istituzione di Centrali Operative Interforze, presidiate contemporaneamente da personale specializzato già appartenente agli enti del Soccorso Pubblico. Questa è l’ipotesi presentata in audizione alla IV Commissione Sanità della Regione Piemonte da otto esprimano assieme, vista la multidisciplinarietà che oggi è richiesta al soccorso pubblico.

I rappresentanti sindacali godono certamente di un diritto di critica superiore rispetto ai lavoratori che rappresentano, ma non possono parlare in nome di tutti coloro che non si sono ancora espressi e che raccolgono quotidianamente le segnalazioni dei cittadini.

Il dato che appare più allarmante è la messa in discussione del servizio pubblico da parte della collettività e del personale che opera al suo interno; gli eventi accaduti hanno generato timori e dubbi non risolvibili tacciando di allarmismo chi ha segnalato anomalie o ritardi documentabili; le stesse regioni in procinto di attivare il NUE 112 mostrano particolare attenzione a quanto accade dove questo è già operativo.

"Queste le ragioni che richiedono un momento di confronto non più rimandabile,  - conclude De Agostinis - con l’auspicio che le raccomandazioni elaborate in sede dibattimentale accrescano la fiducia dei cittadini negli enti del soccorso pubblico e forniscano una base scientifica immediatamente fruibile che esprima la posizione dei professionisti e degli specialisti del settore". 

 

Il Ministro della Salute Giulia Grillo alle Commissioni riunite Affari Sociali e Sanità Camera e Senato

“Sappiamo che questo del NUE 112 è un tema molto sentito dai cittadini. Si tratta del recepimento di una Direttiva Europea. Insieme al Ministero dell’Interno stiamo effettuando un’analisi dell’attività svolta in quei territori dove il servizio è già attivo. Eventuali interventi verranno quindi valutati sulla base dei dati raccolti”.