In una lettera indirizzata al Commissario ad Acta per la Sanità Gen. Saverio Cotticelli, ed inoltrata per competenza anche alla FNOPI, il NurSind Calabrese, a firma del Segretario Regionale Vincenzo Marrari e di tutti i Segretari Territoriali delle Province di Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, scrive:

“Quando gli elefanti litigano, è sempre l’erba che ci va di mezzo” (Proverbio Africano)

 

E così, mentre “da un lato” si annunciano piogge di milioni di euro che sbloccheranno le assunzioni dando spazio finalmente, dopo anni di blocco a forze fresche per foraggiare gli organici cronicamente esigui della sanità calabrese e “ristruttureranno” l’edilizia sanitaria attraverso l’adeguamento di molti ospedali e la costruzione di nuovi, “dall’altro” invece, si proclamano blocchi delle assunzioni fino al 2020 ed assolute impossibilità a ripristinare i LEA a causa dello sperpero scellerato perpetrato dalle precedenti amministrazioni.

In mezzo a chi ci sta? Chi paga le spese di questo scontro mediatico che aumenta le tensioni e paralizza ulteriormente un SSR allo sbando totale da decenni?

Come sempre a farne le spese sono i più deboli: in primis i pazienti calabresi, costretti ancora a pagare ticket per prestazioni e/o farmaci che in altre Regioni sono gratuiti, obbligati a dover emigrare per curarsi; pazienti spesso fragili, come gli anziani che non hanno accesso alle RSA o lungodegenze a causa delle liste di attesa troppo lunghe per accedervi, oppure come i bambini che non possono beneficiare di un pronto soccorso pediatrico e vengono gestiti nei PS generali in mezzo a pazienti con ogni genere di patologia (vedi GOM), come gli oncologici che a causa dei DH chiusi per carenze organiche sono costretti a fare le chemioterapie nei corridoi dei reparti, o ancora come i dializzati che per molti anni sono stati costretti a traghettare tre volte la settimana verso Messina alle sei del mattino per sottoporsi alla dialisi.

Ma grosse conseguenze sono pagate tutt’ora anche dai Professionisti Sanitari, come gli Infermieri che a causa dei ritardi nelle assunzioni di OSS, figura istituita nel 2001 a livello nazionale e recepita in Calabria solo nel 2016 (anno in cui sono stati assunti i primi OSS), sono stati demansionati e caricati di un lavoro non consono al relativo profilo professionale; Infermieri, Tecnici e personale del comparto che operano da anni in un contesto di enorme inadeguatezza organica, spesso impossibilitati a beneficiare di ferie e istituti contrattuali per garantire la continuità assistenziale, Professionisti il cui potenziale umano e professionale è depauperato da un contesto che da anni vede l’appalesarsi di condizioni di grave e concreto rischio clinico e legale, esposti continuamente a denunce ed a un enorme stress lavoro-correlato, spesso vittime di aggressioni da parte di un’utenza sempre più esasperata dalle carenze.

La scrivente Organizzazione Sindacale, nell’interesse e nella tutela dei pazienti calabresi e dei Professionisti che quotidianamente operano con abnegazione nei Reparti di degenza, intende vederci chiaro.

Mentre lo scontro politico, a suon di proclami, si innalza, la gente che non può permettersi le cure a pagamento, continua a morire, vittima delle liste d’attesa troppo lunghe. I Professionisti della Salute continuano a garantire le cure e la continuità assistenziale in una Regione maglia nera per i LEA e che conta oltre 200 professionisti in organico in meno rispetto all’anno precedente.

Il NurSind chiede: qual è la verità?

Siamo all’alba di provvedimenti che a breve permetteranno la rinascita della Sanità Calabrese mediante misure straordinarie, vedi il Decreto Calabria tanto annunciato dal Ministro Grillo e che il Governo ha promesso di varare nella seduta straordinaria del Consiglio dei Ministri a Gioia Tauro nel mese corrente, oppure dovremmo assistere ancora a 2 anni di blocco del turn-over e delle assunzioni che genererebbe un vero DISASTRO impedendo la continuità assistenziale e portando molti servizi (INDISPENSABILI! Vedi punti nascita e Reparti strategici come l’Ortopedia di Locri) alla chiusura?

SE COSI’ FOSSE, SIAMO PRONTI AD OGNI TIPO DI INIZIATIVA LEGALE, MEDIATICA E SINSACALE UTILE A GARANTIRE IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI CALABRESI E CONSENTIRE AI PROFESSIONISTI DI OPERARE IN UN CONTESTO SANITARIO SICURO E GRATIFICANTE!

Ci mobiliteremo, perché sia così!