Una persona non monogama potrebbe donare il sangue?
A cura del Dottor Rodolfo Luigi Pessina & sexotan gocce
La donazione di sangue è un atto altruistico importante e corrisponde a una privazione volontaria e spontanea di una quantità di sangue o di emocomponenti per scopi medici. La maggior parte degli emocomponenti a scopo trasfusionale hanno una vita breve, e il mantenimento di una fornitura costante è un problema persistente per i sistemi sanitari, anche a causa dell'invecchiamento della popolazione e dell’alta prevalenza di patologie croniche come quelle neoplastiche e infiammatorie.
Nonostante questa grande necessità vi sono però criteri stringenti per diventare donatori, tra cui la maggiore età, il peso superiore a 50kg, l’assenza di abuso o dipendenza di sostanze, patologie croniche o infettive, tra cui le infezioni sessualmente trasmesse (IST).
È però importante sottolineare che dietro alla regola di esclusione di persone che possono essere affette da IST vengono rifiutate diverse popolazioni altrimenti sane, con la possibilità di perdita di un gran numero di donatori.
L’esclusione di persone considerate a priori “sessualmente promiscue” va a colpire, in diversi paesi del mondo, soggetti gay e bisessuali (non in Italia, almeno), persone con precedente IST trattata (ex. sifilide guarita) e le persone non monogame.
La medicina si è sempre interessa poco alle “non monogamie consensuali” (CNM), un termine ombrello che racchiude tutte le configurazioni relazionali in cui le persone coinvolte scelgono consapevolmente e di comune accordo di avere più di un partner (possa esso essere di carattere sessuale, romantico, platonico e/o di altro tipo). In tale gruppo rientrano persone che si definiscono in un ampio numero di modi (coppia aperta, scambisti, persone poliamorose, etc). Potenzialmente, avendo più partner sessuali, queste persone vengono considerate come automaticamente portatrici di IST, cosa, però, non sempre vera.
Le regole stringenti prodotte dalle associazioni nei confronti dei donatori sono state giustamente introdotte a seguito dell’epidemia di HIV negli anni ’80 e alla diffusione di epatiti virali con trasfusioni non controllate, ma attualmente, dopo più di 40 anni, forse, questi limiti andrebbero rivalutati rispetto a quanto mostrato dalla letteratura scientifica.
È realmente possibile avere un numero sufficiente di donatori se escludiamo le persone che hanno rapporti sessuali con più soggetti? Siamo abituati a pensare che il discorso di esclusione dalla donazione di persone non monogame possa interessare solo un piccolo numero di persone, magari strane o diverse, soprattutto persone LGBT, ma in realtà molte più persone di quante crediamo rientrano in questa categoria!
Pensiamo a un uomo eterosessuale, single, di 20 anni e in piena salute: un ragazzo per bene, che fa sport, mangia bene, dorme il giusto, magari evita pure l’alcool e il fumo, ma gli capita ogni tanto di avere rapporti sessuali con ragazze diverse al sabato sera in discoteca. E magari usa pure il preservativo tutte le volte (abitudine non così diffusa nella popolazione eterosessuale, rispetto alla controparte omosessuale)!
Un soggetto del genere, per quanto emblema di un comportamento sanitario (e direi forse anche etico) corretto, rientra a tutti gli effetti tra i soggetti a rischio per IST e non potrebbe donare. Ma ad oggi, quanti donatori giovani rientrano nella descrizione che ho appena fatto? E perché una persona non monogama, con le medesime caratteristiche, dovrebbe essere diversa?
Pensare di arruolare come donatori del sangue solo soggetti che non rischiano una IST è una pretesa assurda per diversi motivi scientifici:
- NON esiste un soggetto sessualmente attivo che sia sicuro al 100% nei confronti delle IST, dato che, pur usando tutti i metodi di protezione come preservativo e PrEP, si lascia sempre scoperto il rapporto orale, che è veicolo di infezioni batteriche come sifilide, gonorrea e clamidia.
- Pur volendo accogliere solo donatori che sono in una coppia fissa e chiusa, questo potrebbe non essere un indice di assenza di rischio! Alcune ricerche recenti hanno sottolineato un considerevole tasso di infedeltà anche nelle coppie monogame, che si aggira intorno al 40% dei casi (Knopp et al., 2017). Per non parlare del fatto che solo una minoranza delle persone, quando costruisce una coppia, decide di andare a fare un test di coppia per IST prima di non usare più il condom.
- A causa della scarsa diffusione di una educazione sessuale molte persone non sono consapevoli di essere a rischio di IST e possono dichiarare il falso, anche senza dolo, all’interno dei questionari pre-donazione. Già ora, per questo motivo, ogni sacca di sangue viene sempre comunque controllata prima di essere utilizzata, limitando al minimo il rischio di trasmettere IST.
Tali evidenze ci portano a proporre una diversa valutazione dei donatori di sangue basata non sull’appartenenza a un gruppo sociale stereotipicamente considerato portatore di IST, quanto all’effettivo rischio sessuale della persona valutato con un’anamnesi accurata, condotta attraverso un atteggiamento non giudicante, e con test specifici capaci di escludere infezioni pregresse da quelle attuali (ex. test reflex per anticorpi anti-Treponema nel caso della sifilide). Questo cambiamento impone un maggior impegno e preparazione a livello dei Centri Trasfusionali, ma potrebbe permettere di includere un più ampio numero di donatori consapevoli dei rischi sessuali, capaci di vivere la propria vita con il giusto equilibrio tra piacere, relazionalità e rischio.
Da medico, donatore del sangue e persona poliamorosa, lasciatemi dire che il solo numero dei partner di una persona NON può essere un indice valido e unico per indicare il suo livello di rischio.
Bibliografia
- AVIS Nazionale. Donare il sangue. Disponibile presso: https://www.avis.it/it/donare-sangue
- Easton D. & Hardy J. La zoccola etica: guida al poliamore, alle relazioni aperte e altre avventure. Odoya Editore. 2016.
- Piras D. Un poliamore così grande. Perché non c’è un solo modo di amare. Edizioni Sonda. 2023.
- Knopp K,., Scott S., Ritchie L., Rhoades G.K., Markman H.J., Stanley S.M. Once a Cheater, Always a Cheater? Serial Infidelity Across Subsequent Relationships. Arch Sex Behav. 2017 Nov;46(8):2301-2311. doi: 10.1007/s10508-017-1018-1. Epub 2017 Aug 7.
- Istituto Superiore di Sanità. Infezioni sessualmente trasmesse. Disponibile presso: https://www.epicentro.iss.it/ist/
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