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ECM, cambia la formazione per i sanitari: cosa prevede la nuova delibera

 

Delibera n. 13/2026 della Commissione nazionale per la formazione continua: ampliata la tematica di interesse nazionale per il triennio 2026-2028. La formazione comprenderà le dipendenze patologiche, con un'attenzione specifica all'uso improprio del fentanyl e degli altri oppioidi sintetici.

La formazione dei professionisti sanitari sulle dipendenze patologiche assume un ruolo più ampio nella programmazione nazionale dell'Educazione continua in medicina (ECM). Con la delibera n. 13 del 30 settembre 2026, la Commissione nazionale per la formazione continua ha deciso di superare l'impostazione precedentemente concentrata sull'uso improprio del fentanyl e degli altri oppioidi sintetici, estendendo la tematica di interesse nazionale all'intero ambito delle dipendenze patologiche.

La novità non consiste nell'abbandonare l'attenzione verso il fentanyl, sostanza che continua a rappresentare un'importante questione di sanità pubblica, ma nel collocarla all'interno di una prospettiva formativa più estesa, capace di comprendere anche le altre forme di dipendenza e i problemi sanitari, assistenziali e sociali che ne derivano. La decisione si inserisce nel quadro del Piano di Azione Nazionale Dipendenze 2022-2025 e del Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, richiamati espressamente nel provvedimento.

Per infermieri, medici e altri professionisti sanitari, la scelta apre la possibilità di sviluppare percorsi ECM maggiormente orientati al riconoscimento, alla prevenzione e alla gestione delle dipendenze, con un approccio che non si limita all'emergenza tossicologica ma considera anche la continuità assistenziale e la presa in carico della persona.

Cosa stabilisce la delibera n. 13/2026

La Commissione nazionale per la formazione continua ha deliberato di integrare e ampliare la precedente tematica di interesse nazionale, denominata “Formazione sull'uso improprio del Fentanyl e di altri oppioidi sintetici”, sostituendola con la formulazione:

“Formazione sulle dipendenze patologiche, ivi inclusa la formazione sull'uso improprio del Fentanyl e di altri oppioidi sintetici”.

Il cambiamento è significativo perché modifica l'oggetto della programmazione formativa nazionale. Il fentanyl e gli altri oppioidi sintetici rimangono espressamente ricompresi nella nuova tematica, ma non ne costituiscono più l'unico riferimento.

La delibera ricostruisce anche il percorso che ha portato alla decisione. Il Comitato di Presidenza, nella riunione del 17 settembre 2026, aveva ritenuto opportuno ampliare la tematica già esistente; la Commissione nazionale, riunita il 30 settembre 2026, ha successivamente condiviso la proposta, adottando formalmente la nuova denominazione.

L'estensione riguarda il triennio formativo ECM 2026-2028 e, come precisa il documento, rimarrà valida fino a una nuova decisione della Commissione nazionale per la formazione continua.

Perché la formazione non riguarda più soltanto il fentanyl

La decisione segna un ampliamento dell'attenzione formativa. Le dipendenze patologiche costituiscono infatti un ambito clinico e assistenziale complesso, nel quale possono intrecciarsi fattori biologici, psicologici e sociali, condizioni di vulnerabilità, problemi di salute mentale e necessità di interventi sanitari prolungati nel tempo.

Limitare la formazione esclusivamente al fentanyl avrebbe significato concentrare l'attenzione su un agente specifico e sulle sue conseguenze, mentre la nuova formulazione permette di affrontare un insieme più ampio di condizioni che interessano i servizi sanitari e sociosanitari.

Il provvedimento richiama, in particolare, il DPR 309/1990, il Testo unico in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, facendo riferimento anche alla previsione che considera, nell'ambito delle politiche nazionali di settore, il fenomeno delle altre dipendenze patologiche.

Questa scelta consente di inquadrare il problema in una prospettiva che non riguarda soltanto l'assunzione di sostanze stupefacenti, ma può comprendere, nell'ambito della progettazione dei singoli percorsi formativi, anche altri comportamenti di dipendenza e le relative conseguenze cliniche e assistenziali.

È importante precisare, tuttavia, che la delibera non individua un elenco dettagliato di tutte le dipendenze da trattare nei corsi, né definisce programmi didattici obbligatori per ciascuna tipologia. Stabilisce una tematica nazionale più ampia, all'interno della quale potranno essere progettate differenti attività formative.

Il fentanyl resta una priorità: perché preoccupa la sanità pubblica

Il fentanyl è un oppioide sintetico estremamente potente, utilizzato legittimamente in medicina soprattutto nell'anestesia e nel trattamento di specifiche condizioni dolorose, secondo indicazioni cliniche e modalità di somministrazione controllate.

Il problema sanitario riguarda in particolare l'uso improprio, la circolazione illecita e le esposizioni non controllate, che possono determinare intossicazioni gravi e potenzialmente fatali. Come gli altri oppioidi, il fentanyl può provocare depressione respiratoria, alterazione dello stato di coscienza e, nei casi più severi, arresto respiratorio.

Dal punto di vista clinico, il riconoscimento precoce dell'intossicazione da oppioidi e l'intervento tempestivo rappresentano competenze fondamentali per i professionisti coinvolti nell'emergenza-urgenza. La gestione può richiedere il supporto delle funzioni respiratorie e l'utilizzo del naloxone, antagonista degli oppioidi, secondo i protocolli applicabili e le condizioni del paziente.

L'inserimento del fentanyl in una tematica più ampia non riduce quindi la necessità di formazione specifica su questi aspetti. Al contrario, permette di collegare la gestione dell'intossicazione acuta a una conoscenza più estesa dei disturbi da uso di sostanze, dei percorsi terapeutici e delle strategie di prevenzione.

Gli obiettivi ECM: dalla tossicologia alla gestione delle fragilità

La delibera individua sette obiettivi formativi nei quali può rientrare la nuova tematica nazionale. Sono gli obiettivi 10, 20, 22, 25, 30, 31, 32 e 33, per un totale di otto riferimenti formativi, che comprendono differenti dimensioni dell'assistenza sanitaria.

In particolare, l'obiettivo 10 riguarda epidemiologia, prevenzione, promozione della salute, diagnostica e tossicologia con acquisizione di competenze tecnico-professionali. L'obiettivo 22 affronta invece fragilità e cronicità, includendo espressamente le dipendenze da stupefacenti, alcol e ludopatia, insieme alla salute mentale e agli aspetti assistenziali e sociosanitari.

L'obiettivo 25 riguarda farmacoepidemiologia, farmacoeconomia e farmacovigilanza, mentre gli obiettivi 30 e 31richiamano epidemiologia, prevenzione, promozione della salute, diagnostica e tossicologia, rispettivamente con acquisizione di nozioni di processo e di sistema.

Gli obiettivi 20, 32 e 33 si riferiscono invece alle tematiche speciali del Servizio sanitario nazionale e regionale, di carattere urgente o straordinario, individuate per affrontare specifiche emergenze sanitarie, distinguendo tra competenze tecnico-professionali, di processo e di sistema.

Questa articolazione consente di leggere la nuova tematica non soltanto in chiave clinica, ma anche in relazione alla prevenzione, all'organizzazione dei servizi, alla farmacovigilanza e alla gestione delle emergenze sanitarie.

Cosa cambia per gli infermieri

Per la professione infermieristica l'ampliamento della tematica ECM presenta un interesse particolare, perché le dipendenze patologiche possono emergere in contesti assistenziali molto differenti: dal Pronto soccorso ai servizi territoriali, dalla salute mentale alle degenze ospedaliere, fino ai percorsi di assistenza rivolti alle persone con patologie croniche e vulnerabilità sociali.

L'infermiere può incontrare persone con disturbi da uso di sostanze durante l'assistenza per un'intossicazione acuta, ma anche in occasione di ricoveri per patologie non direttamente correlate alla dipendenza. In questi contesti, la capacità di riconoscere segni di astinenza, alterazioni dello stato di coscienza, rischio di compromissione respiratoria o difficoltà nell'aderenza ai percorsi terapeutici può assumere un'importanza rilevante per la sicurezza delle cure.

La formazione può inoltre contribuire a migliorare la relazione assistenziale, riducendo atteggiamenti stigmatizzanti e favorendo modalità di comunicazione e presa in carico adeguate alla complessità della condizione.

La delibera, tuttavia, non attribuisce nuove competenze professionali agli infermieri né modifica le responsabilità previste dalla normativa e dai rispettivi profili professionali. Amplia il perimetro di una tematica formativa nazionale, lasciando alla progettazione dei singoli eventi ECM il compito di tradurla in obiettivi didattici concreti.

Dipendenze patologiche e salute mentale: un legame assistenziale importante

L'inclusione dell'obiettivo formativo 22, che comprende sia le dipendenze sia la salute mentale, è particolarmente significativa dal punto di vista dell'organizzazione dell'assistenza.

Le dipendenze possono coesistere con disturbi psichiatrici, condizioni di fragilità e problemi sociali che rendono più complessi l'accesso ai servizi, la continuità terapeutica e il mantenimento dei risultati nel tempo. La formazione degli operatori può quindi contribuire a sviluppare una maggiore capacità di riconoscere bisogni assistenziali multidimensionali, evitando che la persona venga considerata esclusivamente attraverso la sostanza assunta o il comportamento di dipendenza.

Per i servizi territoriali e i Dipartimenti di Salute mentale, questo approccio può favorire una progettazione formativa maggiormente orientata all'integrazione tra interventi sanitari, psicologici e sociosanitari.

Anche in questo caso si tratta di una possibile ricaduta della nuova impostazione formativa, non di un modello organizzativo imposto direttamente dalla delibera.

Non nasce un nuovo obbligo ECM individuale

Uno degli aspetti che richiede maggiore chiarezza riguarda gli obblighi formativi dei professionisti sanitari. La delibera non stabilisce che ogni infermiere debba frequentare obbligatoriamente un corso sulle dipendenze patologiche, non assegna un numero specifico di crediti a questa materia e non modifica, attraverso il proprio dispositivo, il fabbisogno individuale di crediti ECM.

La decisione interviene esclusivamente sulla definizione di una tematica di interesse nazionale e sugli obiettivi formativi ai quali essa può essere associata.

Di conseguenza, non sarebbe corretto interpretarla come l'introduzione di un nuovo obbligo autonomo da aggiungere ai crediti già previsti per il triennio 2026-2028. L'eventuale obbligatorietà di specifiche attività formative per determinati operatori o servizi dovrà derivare da disposizioni o programmazioni ulteriori, non dalla sola delibera n. 13.

La formazione sulle dipendenze diventa una questione trasversale

La decisione della Commissione nazionale per la formazione continua rappresenta soprattutto un cambiamento di prospettiva. Il fentanyl e gli oppioidi sintetici rimangono una componente importante della prevenzione e della risposta sanitaria, ma vengono inseriti in una tematica capace di comprendere il fenomeno delle dipendenze patologiche nella sua complessità.

La novità riguarda quindi la possibilità di costruire percorsi formativi che non si fermino alla gestione dell'emergenza, ma considerino anche prevenzione, identificazione precoce, trattamento, continuità assistenziale e integrazione dei servizi.

Per gli infermieri e per gli altri professionisti sanitari, l'effettivo valore della misura dipenderà dalla qualità dei programmi ECM che verranno sviluppati e dalla loro capacità di rispondere ai bisogni dei differenti contesti clinici e assistenziali.

La delibera n. 13/2026 non introduce nuovi crediti obbligatori, ma ridefinisce una priorità formativa nazionale: dalle singole sostanze alla complessità delle dipendenze patologiche, senza perdere l'attenzione verso i rischi connessi al fentanyl e agli altri oppioidi sintetici.