L'infermiere turnista e la sua salute
di Elsa Frogioni
Il lavoro a turni, c’è chi lo preferisce, una minoranza rispetto a chi cerca in tutti i modi di fuggirne. Sembra di vivere nella famosa serie “ai confini della realtà”, è inconciliabile il tuo tempo con quello della vita normale, scandita da giorno, pomeriggio, notte, sabato e domenica, le feste; gli umani hanno il calendario, tu no, hai il turno, quando va bene, mensile, il più delle volte “a sorpresa”. Nessuna categoria sa meglio di noi cosa significa, vivere al presente, del doman non v’è certezza.
Il turno è gravoso, lo sconvolgimento dei turni circadiani, provoca disturbi [1] [2] tangibili e può compromettere la salute. Una vasta letteratura e ricerca [3] nell’ambito della medicina del lavoro, dimostrano l’associazione diretta del lavoro a turni con:
- disturbi respiratori [4] [5],
- disturbi ematologici [6],
- disturbi muscoloscheletrici [7] [8],
- disturbi dermatologici e reumatici [9] [10].
Un settore della ricerca si è concentrata sull'individuazione di fattori legati alla tipologia specifica di turnazione del lavoro [11] [12], mentre un altro campo importante della ricerca shift-work è la spiegazione di come e per quali vie il turno di lavoro possa esercitare la sua influenza sulla salute umana [13]. quasi tutte le funzioni biologiche hanno un ritmo circadiano [14] [15], vi è quindi una potenziale correlazione tra il lavoro a turni e una sindrome metabolica. Dimostrata l’associazione [16] [17] con aumento:
- del rischio cardiovascolare
- fattori di rischio metabolici come l'obesità,
- l’iperlipemia,
La malattia coronarica e l’infarto del miocardio è un'associazione ipotizzata da molti anni [18] [19], un recente studio lo conferma [20], il rischio di infarto miocardico è risultato associato (rispettivamente odds ratio (OR) 1,3, 95% intervallo di confidenza (IC 95%) da 1.1 a 1.6 e OR 1.3, 95% CI 0,9-1,8,) con il lavoro a turni, in entrambi i sessi, per la fascia di età 45-55, con un rischio relativo di 1.6 per gli uomini e 3,0 per le donne. Si può concludere che il lavoro a turni è associata ad infarto del miocardio negli uomini e nelle donne. Nessuna relazione è stata trovata con lo stress lavorativo, il fumo, o il livello individuale di formazione, ciò indica che i meccanismi precisi fisiopatologici sono ancora da chiarire. In questa direzione di analisi, i ricercatori, focalizzano l’attenzione sullo stress ossidativo da schift-work, infatti, gli enzimi antiossidanti esercitano un grande effetto su varie funzioni cellulari [21] [22] [23].
Gli autori di uno studio [24] hanno affermato che il lavoro a turni può essere considerato come un fattore di stress ossidativo. L’analisi ha evidenziato una correlazione significativa negativa, inversamente proporzionale tra l'età, il peso e la capacità antiossidante totale del plasma. Inoltre, fattori come l'invecchiamento e l'obesità rendono i turnisti più sensibili a questo effetto dannoso che può essere identificato quale meccanismo chiave delle conseguenze negative dello shift-work.
L’influenza negativa del lavoro a turni con la capacità enzimatica antiossidante si estende anche sulla suscettibilità prevalente di contrarre le infezioni [25]. Mohren et al., hanno studiato la prevalenza d’infezioni comuni tra i dipendenti in diversi orari di lavoro [26]. L’indagine ha rivelato che il lavoro a turni è associato ad un più alto rischio per le infezioni più comuni rispetto al lavoro quotidiano, il rischio più alto è presente nei lavoratori su tre turni. Rispetto al lavoro diurno, il lavoro a turni è stato anche associato a differenze sullo stato di salute, influenze sfavorevoli sui comportamenti/atteggiamenti riguardo alla propria salute, il sonno, la stanchezza e la percezione personale della condizione di lavoro.
Purtroppo in conformità a 13 studi [27], la relazione tra il cancro al seno e i turni notturni appare fondata, l’incremento di rischio è significativo sia nel tasso d’incidenza standardizzato che nel rischio relativo. La patogenesi del fenomeno maggiormente studiata è l’alterata produzione notturna di melatonina e degli ormoni riproduttivi, elementi rilevanti nell’etiologia del cancro del seno. Le analisi [28] hanno dimostrato un aumento del rischio di cancro al seno, associato a:
1. indicatori di esposizione alla luce-di-notte e il lavoro notturno;
2. diminuzione dei livelli urinari notturni di 6-sulphatoxymelatonin;
correlati anche a una serie di altri fattori, tra cui ore di luce giornaliere, stagione, consumo di alcol e l'indice di massa corporea, l'esposizione a campi magnetici a 60 Hz in camera da letto o nella stessa notte.
Notevoli in termini quantitativi e qualitativi i dati, che confermano l'associazione tra lavoro a turni e la prevalenza di molte condizioni patologiche. Tuttavia, questi disturbi sono spesso basati su una varietà di fattori professionali e di vita interconnessi, una netta separazione e identificazione dei pesi da attribuire può essere difficile (vedi fig. 1 da Anke van Mark , Spallek M, Kessel R, Brinkmann E, Shift work and pathological conditions, Journal of Occupational Medicine and Toxicology 2006, 1:25. http://www.occup-med.com/content/1/1/25)

Ad esempio i disturbi metabolici sono causati dalla rottura dei ritmi circadiani e/o dallo stile di vita dei lavoratori a turni? I futuri studi sperimentali ed epidemiologici, coadiuvati dalle moderne tecniche di biologia molecolare [29] [30], fisiologia[31] [32], morfologia [33] [34] e tossicologia [35] dovrebbero essere congiuntamente utilizzate per identificare ulteriori meccanismi cellulari, che comportino una migliore comprensione degli agenti pregiudizievoli connessi al lavoro a turni.
Attualmente la normativa italiana (Decreto n. 67 e 214/2011) conferisce la definizione di lavoro usurate, solo a determinate categorie (elenco completo QUI), il lavoro a turni, viene parzialmente considerato, solo nella sua eccezione di lavoro notturno e circostanziato secondo dettami pretestuosi che non si avallano del supporto scientifico, dal sito INPS:
REQUISITO SOGGETTIVO
….lavoratori notturni che possano far valere una determinata permanenza nel lavoro notturno, con le seguenti modalità:
- lavoratori a turni, che prestano la loro attività di notte per almeno 6 ore, comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per un numero minimo di giorni lavorativi annui non inferiore a 78 per coloro che perfezionano i requisiti per l’accesso anticipato nel periodo compreso tra il 1° luglio 2008 ed il 30 giugno 2009, e non inferiore a 64, per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato dal 1° luglio 2009;
- lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all'intero anno lavorativo.
REQUISITO OGGETTIVO
Il beneficio pensionistico è riconosciuto ai lavoratori che, in possesso dei requisiti soggettivi richiesti, abbiano svolto una o più delle attività usuranti per un tempo pari:
- ad almeno sette anni negli ultimi dieci anni di attività lavorativa, compreso l’anno di maturazione dei requisiti, per le pensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017;
- ad almeno la metà della vita lavorativa per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2018 in poi.
Anche per i benefici di legge che riguardano il pensionamento, i lavoratori turnisti restano svantaggiati, senza alcuna motivazione razionale, se non quella economica a beneficio dei conti dello Stato. Un’ultima considerazione riguarda il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione art. 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività,….. e il diritto all’eguaglianza art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La nostra categoria professionale in Italia appare è figlia di un Dio minore, altri professionisti sono tutelati nel loro diritto alla salute da norme contrattuali, quali ad esempio il riconoscimento di rischi radiologico e dei gas anestetici, con periodi di congedo aggiuntivi; mentre altri lavoratori, infermieri, ausiliari, che lavorano nella stessa identica sede, fianco a fianco, sono esclusi e discriminati nel loro diritto alla salute e all’eguaglianza. Le ampie ricerche attestano l’associazione del lavoro a turni con patologie gravi che minano l’integrità della salute del lavoratore, ma nulla o troppo poco, finora è stato recepito dal legislatore; ora quindi è improcrastinabile e non eludibile intervenire con misure adeguate che prevengano l’instaurarsi di danni irreversibili nei lavoratori della sanità che lavorano 365 giorni e 8.765 ore, ogni anno, da sempre, per garantire la salute dei cittadini.
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2 Takeyama H, Kubo T, Itani T: The nighttime nap strategies for improving night shift work in workplace. Ind Health 2005, 43 (1): 24-29. Publisher Full Text
[3] Anke van Mark , Spallek M, Kessel R, Brinkmann E, Shift work and pathological conditions, Journal of Occupational Medicine and Toxicology 2006, 1 :25 . http://www.occup-med.com/content/1/1/25
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