Lavorare su turni che prevedano il notturno non è semplice, non solo per il livello di attenzione richiesto durante le attività di reparto nelle ore in cui il corpo richiede fisiologicamente riposo, ma perché a subire uno sconvolgimento è il ritmo circadiano con conseguenze sulla restante parte di vita affettiva, familiare e personale, sui livelli di attenzione, di affaticamento e di sonnolenza dopo il turno notturno.

Ecco quindi 10 consigli per gli infermieri per sopravvivere al turno notturno

1. Ottenere un sonno adeguato e di qualità

"Lavorare di notte interrompe il naturale sonno ", afferma Fran Laukaitis, RN, MHA e Chief Nursing Officer presso il Methodist Charlton Medical Center di Dallas, in Texas.

È importante che per gli infermieri, una volta a casa il sonno sia la priorità.

Creare quindi un ambiente confortevole che favorisca il riposo senza interruzioni:

oscurare la stanza con delle tende e disconnettere le cose che interrompono il sonno, come il campanello, i telefoni, il pc il televisore.

 

Secondo la National Sleep Foundation (NSF), gli infermieri che lavorano sui tre turni dovrebbero avere un orario che sia sempre lo stesso per andare a dormire e per svegliarsi (anche nei fine settimana); utilizzare maschere per gli occhi e tappi per le orecchie per eliminare il rumore e le luci; così come evitare di consumare alcolici e bevande / alimenti contenenti caffeina vicino al momento di andare a letto.

2. Limitare i prodotti contenenti caffeina

Assumere prodotti con caffeina può avere i suoi vantaggi in termini di riduzione dell’affaticamento, ma sempre con moderazione. Per essere efficaci andrebbero presi 25-30 minuti prima dell’inizio del turno notturno.

 

3. Preparare ed assumere pasti sani

I pasti consumati dovrebbero apportare energia, la resistenza e migliorare i livelli di prestazione. È importante scegliere alimenti che forniscano energia ma non causino sonnolenza.

Optare per pasti ben bilanciati che includono cibi ricchi di proteine, carboidrati complessi e cibi a basso contenuto di grassi, magari a dosi piccole ed assunti frequentemente. E’ importante anche mantenere un’ottima idratazione.

4. Monitorare lo stato di salute

È importante monitorare lo stato di salute, magari attenzionando i piccoli cambiamenti; recenti studi hanno dimostrato che lavorare di notte aumenti il rischio di sperimentare insonnia, sonnolenza diurna con conseguenti infortuni, pressione alta, diabete, irregolarità mestruali, abbassamento delle difese immunitari ed aumento di peso rispetto ai dipendenti del turno diurno.

5. Rapporti con i colleghi di lavoro

Il legame con i colleghi non solo rende più facile la gestione del turno notturno, ma anche una buona comunicazione tra colleghi di lavoro può contribuire ad aumentare la probabilità che il turno proceda senza intoppi.

6. Trovare dei modi costruttivi per mantenersi occupato

La notte ha dei ritmi più lenti che potrebbero portare alla sonnolenza, trovare un modo di mantenersi occupato potrebbe evitare di cedere alla stanchezza, magari dedicando più tempo ai pazienti che sono svegli o facendo qualsiasi lavoro extra che possa essere svolto durante il turno di notte per aiutare potenzialmente gli infermieri del turno diurno.

 

7. Esercitarsi a rimanere attivi per restare in allerta

Gli infermieri che lavorano il turno notturno tendono a sperimentare la maggiore stanchezza e sonnolenza intorno alle 4 del mattino e dovrebbero evitare di completare i compiti più noiosi o monotoni durante quel periodo.

L'NSF suggerisce di impegnarsi in un po 'di esercizio fisico come metodo per reagire e combattere il momento il cui prende il sopravvento la stanchezza. Rimanere attivo durante le pause è un modo efficace per riavviare i livelli di energia.

8. Creare un ambiente familiare sereno

Gli infermieri che lavorano nel turno di notte possono sperimentare periodi in cui si sentono "fuori dal giro" o isolati da familiari e amici, spesso si trovano a lavorare di più per mantenere le relazioni con i propri cari.

La comunicazione è una componente importante: ad esempio, è importante spiegare esaurientemente ai bambini perché è importante che mamma o papà debbano dormire durante il giorno, o perché non possano metterli a letto la sera.

Cercare di pianificare tutto, commissioni ed appuntamenti, sforzandoti di condurre una vita quanto più normale possibile.

9. Scopri come ingannare l'orologio circadiano

L’alternanza tra il sonno e la veglia è regolata da diversi meccanismi, tra cui un processo omeostatico che tiene traccia della necessità di sonno in proporzione alla durata dello stato di veglia precedente e un processo circadiano che sovrintende alla distribuzione temporale della veglia e del sonno, con la determinazione di finestre permissive di maggior propensione all’uno o all’altro stato.

Nei mammiferi e quindi anche nell’uomo, il centro del controllo circadiano è localizzato in una struttura cerebrale definita nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo che funziona da pacemaker, in grado di regolare il sonno e gli altri ritmi biologici.

In condizioni normali, l’attività del nucleo è influenzata dalla stimolazione luminosa proveniente dalla retina (durante il giorno) e dalla secrezione di melatonina(durante la notte), che permettono di mantenere l’orologio interno dell’organismo in sintonia con il ciclo luce-buio dell’ambiente esterno, adattando così il ritmo circadiano endogeno dell’essere umano, stimato intorno alle 25 ore, con il ritmo esogeno che è di 24 ore.

I disturbi del ritmo circadiano originano da una richiesta di armonizzazione tra il ritmo circadiano endogeno e quello esogeno, a cui il nucleo soprachiasmatico non riesce a far fronte, con la comparsa di fatica, scarsa performance lavorativa, disturbi del sonno quali le difficoltà di addormentamento o di risveglio agli orari desiderati.

Tra i disturbi del ritmo circadiano c’è la Sindrome del Turnismo: paragonabile ad una condizione di jat-leg cronico, in cui il soggetto sperimenta sintomi compatibili con insonnia nelle ore serali e sonnolenza diurna.

Nel tempo questa ingenera una deprivazione cronica di sonno con peggioramento anche della performance diurna.

Questo deriva dal fatto che i lavoratori notturni svolgono i propri compiti in un momento temporale che è in conflitto con i segnali provenienti dall’orologio circadiano, che propenderebbero verso il sonno.

Questa mancata corrispondenza, contribuisce alla vigilanza ridotta ed alle scarse prestazioni di lavoro durante il turno di notte e, ad un sonno diurno di recupero, spesso inadeguato.

La sonnolenza del turno notturno produce tre grossi problemi di sicurezza

1.riduzione della vigilanza e aumento del rischio di sonno involontario con errori nella cura del paziente

2. aumento del rischio di infortuni sul lavoro e in itinere compresi gli incidenti automobilistici sul tragitto di ritorno a casa dal lavoro

3. compromissione della salute dell’infermiere , assenze sul lavoro e aumento dei costi sanitari.

Gli infermieri che lavorano notti possono esplorare vari modi su come affrontare e possibilmente 'ingannare' l'orologio circadiano. Un articolo sul Journal of Occupational & Environmental Medicine, intitolato "Fatigue Risk Management in the Workplace", evidenzia la possibilità di sperimentare l’ effetto benefico dalla luce più brillante di notte.

Le prove sul campo nelle operazioni di lavoro a turnirivelano che quando una lunghezza d'onda della luce di 480 nm viene filtrata usando occhiali con filtri a lunghezza d'onda appositamente progettati (chiamati Zircs ™) [3], un dipendente è in grado di bloccare il danno effetti della luce (come il ripristino dell'orologio circadiano), che possono migliorare significativamente i livelli di vigilanza, sonno e umore.

Le prove sul posto di lavoro di Zircs ™ dimostrano che i turnisti hanno sperimentato:

Fino al 70% di aumento di energia durante il turno di notte

Prevenzione del normale aumento del tempo di reazione durante le ore notturne

Diminuzione degli errori tra il 4 e l'8 del 78%

Fino a un miglioramento del 38% nei punteggi soggettivi dell'umore

10. Tornare a casa in sicurezza

Il concetto di sopravvivere al turno di notte non riguarda solo il tempo trascorso sul posto di lavoro, ma si estende anche a ciò che un infermiere fa dopo il suo turno di lavoro. Secondo un rapporto dell'Istituto di Medicina su "Disturbi del sonno e deprivazione", quasi il 20% di tutti i gravi incidenti automobilistici nella popolazione generale sono legati a un conducente assonnato che non è affetto da alcol o droghe.

Nel tentativo di combattere la stanchezza, molti conducenti lasceranno abbassare i finestrini dell'auto o alzeranno il volume della radio - un segnale allarmante che la stanchezza può influire notevolmente sulla sicurezza di un conducente. La NSF afferma che questi metodi per cercare di rimanere svegli e allertati durante la guida non funzionano e fermarsi immediatamente sia la cosa migliore che può fare se si raggiunge questo pericoloso livello di affaticamento.

 

da EveryNurse