Iscriviti alla newsletter

Sanità comparto, al via il rinnovo del contratto 2025-2027: in gioco stipendi e attrattività

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 27/02/2026

Contratto Nazionale

 

Tutto pronto per l’apertura della contrattazione 2025-2027 del comparto e dell’area della Sanità. Le Regioni, riunite oggi nel Comitato di Settore Regioni-Sanità, hanno approvato i due atti di indirizzo che danno ufficialmente il via al percorso per il rinnovo dei contratti di oltre 590 mila lavoratori del Sistema sanitario nazionale e di circa 138 mila dirigenti medici e sanitari.

Un passaggio atteso, che arriva dopo settimane di lavoro tecnico e politico. I due atti sono il risultato di un confronto avviato il 17 aprile 2025, con l’approvazione in Conferenza delle Regioni del documento strategico per il rilancio del personale del Servizio sanitario nazionale. Un percorso proseguito il 5 febbraio scorso con la nota contenente le proposte prioritarie delle Regioni sul tema del personale.

Rinnovi allineati per la prima volta

“Per la prima volta i rinnovi contrattuali saranno allineati temporalmente”, sottolinea Marco Alparone, presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità. “Questo va considerato già di per sé un risultato importante. Una contrattazione è migliorativa non solo per le misure che introduce, ma anche se arriva nei tempi giusti”.

L’allineamento tra comparto e dirigenza rappresenta una novità rilevante. Procedere in parallelo, spiegano dal Comitato, consentirà di affrontare in modo coordinato i temi comuni, favorendo una maggiore integrazione tra i due ordinamenti contrattuali. In altre parole, medici, dirigenti sanitari e personale del comparto seguiranno un percorso negoziale sincronizzato, con l’obiettivo di rendere più coerente l’intero sistema.

“Ci avviamo verso una nuova stagione di negoziazione”, aggiunge Alparone, “fondata su atti di indirizzo coerenti e attenti alle specificità della sanità pubblica”.

Attrattività e valorizzazione economica al centro

Il nodo resta quello dell’attrattività delle professioni sanitarie, in un contesto segnato da carenze di personale e crescente pressione sui servizi.

“Abbiamo ben chiaro l’obiettivo di rendere queste professioni più attrattive”, spiega ancora Alparone. “Per questo abbiamo messo al centro sia l’aspetto retributivo sia il sistema di welfare e di incentivazione”.

Sul tavolo ci sono le risorse previste dall’ultima Legge di Bilancio per il triennio 2025-2027, che ha stabilito un incremento complessivo del 5,4% del monte salari 2023. A queste si aggiungono ulteriori fondi destinati a specifiche indennità, che dovranno essere valorizzati nella trattativa.

L’avvio della contrattazione segna dunque l’inizio di un confronto che si annuncia delicato. Le aspettative sono alte, soprattutto tra chi lavora ogni giorno negli ospedali e nei servizi territoriali. La sfida sarà tradurre le risorse disponibili in misure concrete, capaci di incidere davvero sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dell’assistenza.