Sanità, dall’India all’Italia 10mila infermieri: firmata l’intesa tra Meloni e Modi
La carenza di infermieri negli ospedali italiani entra ufficialmente nell’agenda della cooperazione internazionale. Nel corso della visita ufficiale a Roma del primo ministro indiano Narendra Modi, il 19 e 20 maggio, Italia e India hanno firmato una dichiarazione congiunta che eleva i rapporti bilaterali al livello di “Special Strategic Partnership”, aprendo una nuova fase di collaborazione in diversi settori strategici, dalla difesa all’energia, fino alla sanità.
Tra i punti di maggiore interesse per il Servizio sanitario nazionale figura l’intesa dedicata alla mobilità dei professionisti infermieristici. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier Modi hanno infatti concordato di rafforzare la cooperazione sullo sviluppo delle competenze attraverso una specifica dichiarazione congiunta di intenti finalizzata a facilitare la mobilità degli infermieri dall’India all’Italia.
L’accordo nasce dalla necessità di rispondere a una criticità ormai strutturale del sistema sanitario italiano. Da anni le aziende sanitarie segnalano una crescente difficoltà nel reperire personale infermieristico, aggravata dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento della domanda di assistenza e dal progressivo calo delle iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica.
Obiettivo: rafforzare gli organici del Ssn
Secondo quanto emerso nell’ambito del vertice bilaterale di Villa Pamphilj, il piano iniziale potrebbe favorire l’inserimento di circa 10mila infermieri indiani nel sistema sanitario italiano. La dichiarazione d’intenti punta a semplificare e accelerare le procedure di reclutamento, il rilascio dei visti e il riconoscimento delle qualifiche professionali, mantenendo al contempo gli standard richiesti dalla normativa italiana.
Il Governo ha precisato che l’operazione non avrà finalità di contenimento del costo del lavoro. Gli infermieri provenienti dall’India saranno assunti con gli stessi contratti collettivi, le medesime tutele e gli stessi diritti economici previsti per il personale italiano, escludendo qualsiasi forma di concorrenza salariale al ribasso.
Una risposta all’emergenza personale
L’iniziativa rappresenta una delle misure più significative adottate negli ultimi anni per affrontare la carenza di personale sanitario. In diverse regioni italiane i concorsi per infermieri continuano infatti a registrare posti vacanti, mentre molte strutture sanitarie ricorrono a contratti temporanei o a forme di reclutamento straordinario per garantire la continuità assistenziale.
La stessa Giorgia Meloni, in precedenti dichiarazioni, aveva definito il ricorso a personale sanitario proveniente dall’estero una soluzione di “estrema ratio”, resa necessaria dall’insufficienza di nuove leve formate nel Paese e dalle difficoltà nel trattenere professionisti all’interno del Servizio sanitario nazionale.
L’India partner strategico anche nella sanità
Per l’Italia, l’India rappresenta un bacino particolarmente rilevante grazie alla consolidata tradizione nella formazione infermieristica e alla disponibilità di professionisti qualificati con esperienza internazionale. L’intesa mira inoltre a sviluppare percorsi di formazione, aggiornamento professionale e integrazione linguistica per agevolare l’inserimento del personale nelle strutture sanitarie italiane.
Il capitolo sanitario si inserisce in un quadro più ampio di cooperazione previsto dal nuovo Partenariato Strategico Speciale. La dichiarazione congiunta firmata dai due leader contempla infatti iniziative nei settori della difesa, della sicurezza marittima, dell’energia, delle infrastrutture, della tecnologia e dei minerali critici.
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