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Cuneo, scontro sul 118, il NurSind: ''Basta attacchi, infermieri pilastro dell’emergenza''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 05/05/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Riorganizzazione del sistema territoriale tra carenze mediche e polemiche: il sindacato difende competenze e dignità professionale


di Giuseppe Provinzano

"C’è un punto oltre il quale il confronto politico e istituzionale smette di essere utile e diventa dannoso. È quello in cui, nel tentativo di rassicurare o prendere posizione, si finisce per minare la credibilità di chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini. È ciò che sta accadendo in provincia di Cuneo, dove la riorganizzazione del 118 si intreccia con dichiarazioni che rischiano di colpire il cuore stesso del sistema: i professionisti sanitari".


Cuneo, 05/05/2026. La riorganizzazione dell’emergenza sanitaria territoriale in provincia di Cuneo accende il dibattito, ma soprattutto solleva interrogativi sul modo in cui viene raccontata ai cittadini. A prendere posizione con chiarezza è il NurSind Cuneo, che esprime forte preoccupazione per alcune dichiarazioni provenienti da amministrazioni locali, ritenute lesive del ruolo e della professionalità infermieristica.

Al centro della questione c’è la rimodulazione operativa del sistema 118, resa inevitabile dalla persistente carenza di medici. Una criticità strutturale che richiede risposte organizzative concrete, ma che – secondo il sindacato – non può trasformarsi in terreno di scontro a scapito dei professionisti sanitari.

“Gli infermieri di area critica impiegati nel sistema di emergenza territoriale sono professionisti altamente qualificati, selezionati e formati per garantire interventi immediati e appropriati nelle situazioni di pericolo di vita, nel pieno rispetto delle linee guida vigenti.”

Il NurSind respinge con decisione ogni tentativo di ridimensionare il valore di queste competenze, sottolineando come il modello organizzativo attuale non rappresenti un arretramento, ma piuttosto una razionalizzazione necessaria per garantire continuità ed efficacia del servizio.

La presenza dell’automedica, infatti, continua ad assicurare il supporto medico, mentre il personale infermieristico viene valorizzato all’interno di un sistema integrato che punta sull’efficienza e sulla tempestività degli interventi.

“La riorganizzazione in atto non riduce la qualità dell’assistenza, ma al contrario consente un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili.”

Un passaggio cruciale, questo, perché ribalta la narrazione allarmistica emersa negli ultimi giorni. Per il sindacato, infatti, il rischio più grande non è organizzativo, ma comunicativo: diffondere dubbi sulla tenuta del sistema può compromettere la fiducia dei cittadini.

“Alcune prese di posizione hanno alimentato un inutile allarmismo, rischiando di compromettere la fiducia dei cittadini in un sistema collaudato ed efficiente, oltre a ledere la dignità professionale degli infermieri.”

Parole nette, che portano la firma del segretario territoriale Davide Canetti e del rappresentante RSU dell’ASL CN1 Luca Calabria, e che segnano una linea chiara: il sistema dell’emergenza territoriale può evolversi, ma non può essere delegittimato.

Nel contesto attuale, caratterizzato da carenze croniche di personale medico, la valorizzazione delle competenze infermieristiche non è un’opzione, ma una necessità. E proprio su questo punto il NurSind chiede responsabilità istituzionale e rispetto per chi, ogni giorno, garantisce interventi salvavita sul territorio.