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Annullata l’assoluzione per l’infermiera Daniela Poggiali. Una donna “scaltra" e "senza pietas".

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 20/07/2018

Attualità

Era stata condannata all’ergastolo nel marzo del 2016 per, aver ucciso la 78enne Rosa Calderoli, con una dose letale di potassio: è Daniela Poggiali, ex- infermiera, rimasta in carcere per 1003 giorni e rimessa in libertà con piena assoluzione dalla Corte d’Assise di Bologna.

La ricordiamo tutti, nei macabri selfie, mentre si ritraeva sorridente accanto ai cadaveri dei pazienti anziani deceduti.

Eppure dall’accusa peggiore, quella di essere stata la responsabile volontaria e crudele della morte dei pazienti affidategli, era stata assolta.

Assoluzione che oggi è stata annullata.

Alla sentenza di assoluzione è seguito il ricorso alla Procura Generale bolognese e, dalla mattinata di ieri i giudici della Cassazione sono stati chiamati a pronunciarsi sulla vicenda.

La pg Mariella De Masellis, ha ritenuto attendibile il metodo utilizzato per rilevare i livelli di potassio post mortem. Secondo De Masellis, l'infermiera agiva in modo «sconcertante»: è stata ritenuta colpevole, condannata in via definitiva a 4 anni e 4 mesi due settimane fa dalla Cassazione, di furti in reparto, non solo. Ci sono le foto «raccapriccianti» con una donna appena morta, inoltre «manipolava i degenti, somministrando farmaci a piacimento»: è una donna - l'ha definita la pg - «scaltra» e «senza pietas».

 

Da il Resto del Carlino