Il NurSind vince l'ingiunzione di pagamento per la mancata applicazione della sentenza. 

Altavilla NurSind: è normale che un'azienda pubblica non ottemperi a una sentenza della giustizia italiana? Serve andare dal Prefetto e fare un'ingiunzione in tribunale, sperperando soldi dei contribuenti, anziché concentrarsi sugli investimenti nei servizi?"

Il Cro persevera nel non applicare la sentenza n. 57/2017 pubblicata il 13/04/2017 (RG n. 215/2015) sulla questione dell'orario di lavoro nell'istituto: il giudice aveva accertato e dichiarato l’illegittimità e l’inefficacia con conseguente disapplicazione delle disposizioni di cui alle clausole n. 9 co 3 relativa a “Riposi e pause”, n. 10 co 4 relativa a “decurtazione dei primi dieci minuti di lavoro” eccedenti il dovuto giornaliero, nonché di quella n. 16 ultima parte relativa alla decurtazione delle eccedenze orarie che ancora dovessero residuare alla data del 31.12.2015.
Il NurSind ha promosso procedure di ingiunzione per la mancata applicazione della sentenza in materia di orario di lavoro, ed il Giudice del Lavoro ha ingiunto all’istituto il pagamento delle ore ingiustamente decurtate sino a dicembre 2017, pari a circa 70 mila euro. Il Cro ha proposto opposizione ai decreti ingiuntivi e ha chiesto la sospensiva dei pagamenti, ma all’udienza del 18 ottobre 2018  il giudice ha ribadito l’indiscutibilità delle somme dovute pregresse rigettando di fatto la sospensiva e per somme dovute dal mese di gennaio 2018 in poi ha invitato le parti a una conciliazione.  Ma il Cro ha deciso di non procedere in tale senso: pagherà sì il dovuto in base ai decreti ingiuntivi già emessi, però niente conciliazione. Continuerà a trattenere le somme e ha anzi annunciato che farà appello contro le decisioni.
"Un fatto assurdo nell’assurdo - ha affermato Gianluca Altavilla segretario NurSind di Pordenone -: dal 2017 un'azienda pubblica non ottempera a una sentenza definitiva che gli impone di non applicare il regolamento e continua ad applicarlo. I lavoratori agiscono per recuperare le somme indebitamente decurtate, il giudice conferma le ingiunzioni e l’azienda annuncia che farà ricorso in appello,  buttando via soldi dei contribuenti. Torto su torto".
"A sorprendere è il fatto che il responsabile della delegazione trattante del Cro è il direttore amministrativo Renzo Alessi (voluto dal centro sinistra), componente del comitato di settore comparto santità, quindi esperto di  contratti per il pubblico impiego - aggiungono dal NurSind -. Alessi non ha provveduto a redigere un nuovo regolamento e tantomeno la sospensione della decurtazione, visto che è  una mera procedura informatica".
Altavilla conclune nella nota: "Ci  auguriamo che il nuovo direttore generale Tonutti chiuda il capitolo, applicando la sentenza e accettando la cessazione della lite. Auspichiamo che questa nuova direzione rappresenti l’inizio di una rinascita per l’istituto, che in questi anni è andato avanti grazie alla buona volontà dei professionisti e non alla progettualità dei gestori, visti i risultati".