Allo stato attuale, l’ordinamento da un lato contempla l'infermiere di cure generali e dall'altro l'infermiere pediatrico.
Il DM 70/1997 art 1, stabilisce che l’infermiere pediatrico sia responsabile solo dell’assistenza Infermieristica pediatrica. Questo risponde ai bisogni di salute del neonato, del bambino e dell'adolescente.
Per etá pediatrica si intende il periodo compreso tra gli 0 ed i 18 anni. Campo di azione del l’infermiere pediatrico è circoscritto nei confronti dei soggetti di etá inferiore ai 18anni.
La normativa vieta di assistere un adulto, poiché non in possesso dell’ idonea preparazione ed abilitazione.

Esercizio abusivo di professione, è questa l'accusa di cui dovrebbe rispondere un Infermiere pediatrico che assiste un adulto.
È quanto si potrebbe delineare per quegli infermieri che si trovano ad assistere pazienti over 18, ma giá presi in carico perché affetti da malattie rare, patologie che interessano oggi il 2% della popolazione pediatrica.
È la denuncia del gruppo torinese Pediatric Nurse Power, affidata alle pagine di Nuova Società.
«Mancano in Piemonte, cosi come in molte altre regioni italiane – continuano – strutture intermedie in grado di rispondere alle esigenze specifiche di pazienti adolescenti o giovani adulti o comunque percorsi assistenziali condivisi che prevedano la transizione delle cure in grado di garantire continuità assistenziale. Spetta anche alla politica prendere a cuore questa problematica – concludono gl infermieri pediatrici di Nurse Power – intercedere con il Ministero della salute affinché venga concessa l’autorizzazione all’esercizio della presa in cura dei pazienti nell’attesa che vengano costruite delle reti territoriali di affiancamento».
Sappiamo che, al momento, è stata presentata un’interrogazione al Ministero a firma del senatore del Partito Democratico Mauro Laus, che aveva già seguito la vicenda da presidente del consiglio regionale, in cui si chiede di emanare una circolare anche di natura transitoria per autorizzare gli infermieri pediatrici all’assistenza e alle cure esclusivamente dei pazienti maggiorenni già in carico, affetti da patologie insorte in età pediatrica, garantendo così la continuità assistenziale. Ci auguriamo di ricevere presto una risposta da parte degli uffici ministeriali».

 

Da Nuova Società