Organici ridotti all’osso, reparti accorpati e intanto, all’ospedale si tagliano posti letto.

A tutto questo si aggiunge l'emergenza per la carenza di personale Infermieristico e sanitario. Mancano 260 dipendenti nella provincia di Udine, di cui 135 all'ospedale Santa Maria della Misericordia.

La denuncia arriva dal NurSind. "Dal mese di giugno i posti letto della Terapia Intensiva, sono scesi da 28 a 26 e a oggi mancano nove infermieri, i colleghi fanno turni dalle 7 del mattino alle 20 per garantire l’assistenza e tutte le mobilità sono state bloccate – afferma il segretario NurSind Udine Afrim Caslli –. Le stesse carenze riguardano la Cardiochirurgia, dove gli infermieri sono costretti a ricorrere agli straordinari per garantire l’assistenza. Nei prossimi giorni organizzeremo un’assemblea per affrontare l’argomento con il personale e capire le difficoltà che sta affrontando quella unità operativa. In Chirurgia mancano 15 infermieri, ma il conto è lungo e complesso – sintetizza Cassli – complessivamente nelle strutture sanitarie della provincia di Udine mancano 260 infermieri, di cui 135 solo all’ospedale Santa Maria della Misericordia. Bene ha fatto l’assessore Riccardo Riccardi a organizzare un nuovo concorso per assumerne 535, ci auguriamo che la Regione completi la procedure entro il mese di giugno per superare al più presto l’emergenza".

A queste si aggiungono le problematiche organizzative del Dipartimento di Chirurgia specialistica, già segnalate ai responsabili del personale. Nell’area assistenziale in questione, afferiscono 6 strutture indipendenti con gestioni autonome e diverse l’una dalle altre, ma con lo stesso personale infermieristico e di supporto che deve far fronte alle diverse necessità e alla complessità dell’organizzazione.

"Le Soc pianificano le loro attività e le sale operatorie in modo indipendente – segnala il NurSind –, senza confrontarsi l’una con le altre, per cui si procede con lo svolgimento di interventi chirurgici complessi in contemporanea o in tempi molto ravvicinati e con un aumento importante della complessità assistenziale e del carico di lavoro per tutto il personale. Anche la programmazione degli ingressi settimanali dei pazienti spesso non tiene conto della disponibilità dei posti letto assegnati con ricadute importanti nella gestione dei nuovi ingressi e delle dimissioni programmate. La suddivisione dei 15 posti letto è stata concordata, ma non è mai stata rispettata; questo ha creato un aumento dei carichi di lavoro specie in alcuni periodi dell’anno con la presenza in contemporanea di più pazienti ad alta complessità assistenziale".

E così, fa presente Caslli "tra fine Agosto e inizio Ottobre, sono stati assistiti nello stesso momento pazienti con intervento chirurgico di demolizione per patologia tumorale del distretto capo-collo, portatori di tracheostomia, pazienti in isolamento da rischio infettivo ad alta necessità assistenziale infermieristica, altri che necessitano di medicazioni complesse quali ustioni, portatori di fissatori esterni. A causa della complessità dei pazienti, il personale deve sobbarcarsi turni di lavoro stressanti ad elevato impegno che lo portano a concentrarsi sui pazienti più complessi rischiando di non seguire adeguatamente quei pazienti apparentemente più stabili". Tutto ciò con numeri insufficienti. 

Fonte: Il Messaggero Veneto