Pronto Soccorso di Fabriano, un girone infernale per gli infermieri che vi lavorano. Nessuno finora ha ascoltato le loro proteste, per questo il Sindacato delle Professioni Infermieristiche NurSind, in difesa degli operatori sanitari ha rivolto la sua denuncia all’Ispettorato del Lavoro di Ancona. Inoltrata segnalazione dettagliata di tutti gli abusi contrattuali, a cui sono sottoposti i professionisti sanitari.

Non possiamo più attendere, che le coscienze politiche del Governo Regionale e quelle della dirigenza ASUR Marche si  sveglino dal loro torpore. Il personale infermieristico e gli operatori socio sanitari del Pronto Soccorso nell’ospedale fabrianese sono ridotti allo stremo.

La maggioranza dei sanitari non ha fruito dei giorni spettanti di ferie del 2018, addirittura alcuni hanno ancora residui di ferie dal 2017. 

Data l’oggettiva mancanza di personale, spesso nei turni mattino, pomeriggio e notte, gli operatori sono costretti a lavorare in numero ridotto di una o due unità, facendosi carico di un ritmo di lavoro frenetico. Una mole di lavoro che al PS di Fabriano è cresciuta di anno in anno, arrivando nel 2018 a contare più di 30.000 prestazioni effettuate sulla popolazione.
Neanche il riposo di legge settimanale è concesso, di frequente il personale infermieristico è richiamato in servizio proprio nel giorno di riposo per sostituire il collega assente per malattia. Così il riposo è perso per sempre, impossibili i recuperi e neanche  il pagamento delle ore di straordinario cumulate viene autorizzato dall’azienda. 

Le ore medie di straordinario pro-capite cumulate sono superiori a 100, la stanchezza e lo stress per gli operatori che lavorano costantemente nelle criticità dell’urgenza/emergenza ha iniziato a manifestarsi anche nel fisico e a livello psichico. Lo stress percepito per le strenue condizioni di lavoro ha superato la soglia della tollerabilità. Nessun sostegno è disponibile per questi sanitari, che pure ultimamente hanno dovuto affrontare non pochi angoscianti episodi, saliti alla ribalta dei media. Sono questi operatori che hanno soccorso i ragazzi della discoteca di Corinaldo, sempre loro a prestare assistenza avanzata e rianimare i ragazzi intossicati dal monossido di carbonio il 10 e 11 gennaio. 

La professione d’infermiere non è semplice, siamo persone non automi,  la sofferenza vissuta, provata e nascosta in queste circostanze logora dentro, apre ferite, che se non curate rischiano di diventare piaghe infette, tali da minare per sempre l’equilibrio, la propria salute.

Chi cura chi si prende cura degli altri? Come possono questi operatori prestare assistenza di qualità, se la loro dignità di lavoratori e di persone è costantemente calpestata? 

È urgente e improcrastinabile l’intervento responsabile delle autorità competenti. 

Le politiche sanitarie regionali e aziendali devono prendere delle decisioni, eludere il problema, non è una risposta accettabile. 

La Segreteria NurSind Ancona non transige su questi diritti dei lavoratori e cittadini, metteremo in atto ogni lecita protesta affinché si trovi equa soluzione ai problemi del Pronto Soccorso dell’ospedale Engles di Fabriano.

 

 

Segretaria NurSind Ancona

Elsa Frogioni