Il processo per la morte di Valeria Lembo si dovrà rifare, lo ha deciso la Cassazione che rinvia nuovamente in appello gli imputati, due medici e due infermiere.

La storia

La vicenda aveva interessato il reparto oncologico del Policlinico di Palermo: Valeria Lembo, 34 anni morì il 29 Dicembre 2011, per una somministrazione eccessiva di un farmaco chemioterapico.

Alla donna veniva somministrata una dose di 90 milligrammi di vinblastina, anziché di 9 milligrammi, una dose dieci volte superiore, letale, che la uccise a tre settimane di distanza dalla somministrazione.

A finire sotto processo furono, S.P., l'allora primario del reparto di oncologia medica, il medico L.DN., lo specializzando A.B., lo studente universitario in medicina G.M., e le due infermiere C.G, E.D., imputati a vario titolo per omicidio colposo e falsificazione di cartella.

 

Nell’ultima pronuncia la Corte di Appello sesta sezione confermò la condanna per l'ex primario di Oncologia medica Sergio Palmeri a 4 anni e sei mesi per omicidio colposo e ha ridusse le pene riconoscendo le attenuanti generiche per gli altri quattro imputati.

  • Due anni e 6 mesi e due anni e 10 mesi alle due Infermiere. Interdizione sospesa.
  • 4 anni per la dottoressa, riducendo di un anno la pena decisa in primo grado. Ridotti da 7 a 4 gli anni di interdizione dalla professione medica. Quattro mesi la condanna per falso.
  • 4 anni per omicidio colposo per lo specializzando. Ridotta a 8 mesi la condanna di falso. Confermati i due anni e 6 mesi di interdizione dalla professione medica.
  • L'unica assoluzione in primo grado era stata quella dello studente universitario

 

Con la decisione della Cassazione, dunque si lascia aperto il caso. Nonostante la Suprema Corte ritenga responsabili gli oncologi Laura Di Noto e lo specializzando Alberto Bongiovanni, per loro, è stato deciso il rinvio alla Corte d’appello che dovrà stabilire la pena che a questo punto non potrà essere superiore ai 4 anni già decisi in secondo grado. Per questi due medici non c’è la possibilità di usufruire della prescrizione.

Chi potrebbe usufruirne, visto che il termine di prescrizione per il reato di omicidio colposo è di sette anni e mezzo, ed è fissato entro fine anno, è il primario Sergio Palmeri, condannato in appello a 4 anni e mezzo, ed una delle due infermiere, l’altra aveva già patteggiato Per entrambi, infatti, la Cassazione ha annullato la sentenza con rinvio ad altra Corte d’appello.

 

da ResponsabileCivile

 

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