10 giorni di congedo per ciclo mestruale doloroso. Dall’estero all’Italia, a che punto siamo?
Una delle tante discriminazioni che sussistono sul posto di lavoro nei confronti delle donne, è quella di non considerare come invalidante il ciclo mestruale, che nelle sue manifestazioni più o meno patologiche può interferire seriamente con il lavoro e le attività quotidiane.
Inaspettatamente, è dall’India che arriva un’apertura verso il riconoscimento del ciclo mestruale come fattore invalidante per le donne.
L’azienda Zomato: il colosso, operante nel settore della food economy, che ha 24 sedi nel mondo, ha riconosciuto il diritto al permesso retribuito per dismenorrea.
L’azienda indiana ha riconosciuto alle dipendenti donne e transgender 10 giorni di permesso l’anno nel caso in cui si soffra di ciclo doloroso (10 sono una media che tiene conto della possibilità che il ciclo possa capitare nel week end e che i giorni più dolorosi che impediscono di recarsi in ufficio di norma non sono più di uno per ciclo).
Cos’è la Dismenorrea
Dismenorrea è il termine medico con cui vengono indicati i dolori associati al ciclo mestruale. In alcuni casi, la sintomatologia è facilmente controllabile mediante l'assunzione di antidolorifici; per alcune donne, invece, si tratta di un problema estremamente debilitante che può interferire con le normali attività quotidiane.
Sono molte le donne che soffrono di dismenorrea. A essere particolarmente a rischio sono le ragazze sotto i 20 anni, quelle che hanno avuto il primo ciclo prima degli 11 anni, le donne con mestruazioni abbondanti o che hanno un flusso irregolare, quelle che non hanno mai avuto figli o le cui madri soffrono o hanno sofferto di dismenorrea e le fumatrici.
Generalmente la dismenorrea non è associata a complicazioni a carico dell’apparato riproduttivo, ma se a causarla sono patologie specifiche, la sintomatologia algica può interessare anche la fase pre e post mestruale e compromettere seriamente la qualità della vita, tanto da interferire con il lavoro e con le altre attività quotidiane.
Quali sono le cause della dismenorrea?
Spesso alla base del dolore non c'è una causa specifica. In questo caso si parla di dismenorrea primaria. Nei casi di dismenorrea secondaria, invece, i sintomi sono legati a patologie dell'apparato riproduttivo, come l'endometriosi, l'adenomiosi, fibromi uterini, infezioni o stenosi (restringimenti) della cervice uterina. A scatenare i dolori sono le contrazioni dell'utero promosse dalle prostaglandine, molecole associate all'infiammazione. Secondo molti esperti quando sono intense queste contrazioni restringono i vasi sanguigni che irrorano all'utero, privandolo di ossigeno per un breve periodo.
Quali sono i sintomi della dismenorrea?
La dismenorrea è caratterizzata da un dolore di tipo crampiforme e colico (ossia con momenti di maggior sofferenza e momenti in cui il dolore è minore) che colpisce la parte bassa dell'addome. La sintomatologia dolorosa può estendersi alla parte bassa della schiena e agli arti inferiori e può essere associata a nausea, vomito, vertigini, sudorazione intensa ed episodi diarroici. Nel caso della dismenorrea primaria in genere i dolori iniziano 1 o 2 giorni prima delle mestruazioni e durano per 12-72 ore, si riducono con l'avanzare degli anni e possono scomparire dopo la prima gravidanza. Nel caso, invece, della dismenorrea secondaria il dolore può iniziare prima e durare più a lungo e non è associato ad altri sintomi.
L’endometriosi
L’endometriosi è la presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa.
In Italia sono affette da endometriosi il 10-15% delle donne in eta riproduttiva; la patologia interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficolta a concepire. Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d'età più basse.
La diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo e dispendioso, il più delle volte vissuto con gravi ripercussioni psicologiche per la donna.
Le donne che soffrono di endometriosi riferiscono dolore mestruale, dolore durante i rapporti sessuali, dolore alla minzione e alla defecazione, a volte accompagnato dalla comparsa di sangue nelle urine o nelle feci. Il dolore può essere cronico e persistente, ma generalmente i sintomi si aggravano durante il periodo mestruale. Alcune donne lamentano astenia e lieve ipertermia, che può accentuarsi in periodo mestruale, e fenomeni depressivi.
L'endometriosi è inserita nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti, negli stadi clinici più avanzati (“moderato o III grado” e “grave o IV grado") riconoscendo a queste pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo.
Congedo mestruale. In Italia a che punto siamo
In Italia il congedo mestruale non è ancora riconosciuto: quattro anni fa una proposta di legge era stata vicina ad introdurlo ma alla fine non si è concretizzata.
La proposta, rimasta sulla carta, prevedeva che le donne con un ciclo mestruale doloroso avessero la possibilità di restare a casa per congedo per dismenorrea per 3 giorni al mese. Secondo la proposta di legge il congedo mestruale “non sarebbe stato equiparato alle altre cause di impossibilità della prestazione lavorativa e la relativa indennità che spetta alla donna lavoratrice non sarebbe stata computata economicamente, né a fini retributivi né contributivi, all’indennità per malattia.
Ad oggi in Italia, una donna con ciclo mestruale doloroso deve presentare un certificato di malattia.
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