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La Cina passa all’uso reale: il primo chip cerebrale esce dai laboratori

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 21/04/2026

Cronache sanitarieStudi e analisi

C'è una corsa silenziosa ma sempre più serrata per colonizzare lo spazio più privato che esista: il cervello umano. E nel marzo 2026, la Cina ha segnato un punto decisivo.

Un dispositivo chiamato NEO, sviluppato dalla società di Shanghai Neuracle Medical Technology, ha ricevuto l'autorizzazione dalla National Medical Products Administration cinese, diventando la prima interfaccia cervello computer al mondo ad essere approvata per uso al di fuori degli studi clinici strettamente controllati. Non è un primato da poco: significa che la tecnologia esce dai laboratori ed entra negli ospedali, nelle case, nella vita reale delle persone paralizzate.

Il dispositivo funziona con una logica elegante nella sua semplicità. NEO è un impianto delle dimensioni di una moneta, posizionato nel cranio, che capta i segnali cerebrali nel momento in cui il paziente immagina di muovere la mano. Questi segnali vengono trasmessi a un computer, decodificati e trasformati in comandi per un guanto robotico morbido. Il risultato, per chi non muoveva le mani da anni, è poter afferrare un bicchiere e bere da solo.

Chi c'è dietro l'impianto

I risultati clinici parlano chiaro. Un paziente tetraplegico con una grave lesione midollare cervicale, immobile da oltre un decennio, ha riacquistato la capacità di tenere una tazza e bere in autonomia. Nell'arco di nove mesi di utilizzo domestico del sistema NEO, ha raggiunto un tasso di successo del cento percento nel muovere oggetti durante i test, recuperando funzioni quotidiane come mangiare e bere in modo indipendente. Non solo: la stimolazione continua, pensare al movimento e sentire il guanto eseguirlo, ha innescato un autentico ricablaggio neurologico: i segnali elettrici nel sito della lesione midollare hanno effettivamente cominciato a recuperare attività.

Il neurochirurgo Chen Liang dell'Ospedale Huashan dell'Università di Fudan a Shanghai, che ha partecipato alle sperimentazioni cliniche, ha dichiarato che la tecnologia BCI è cruciale perché non esistono metodi efficaci per trattare i pazienti con lesioni al midollo spinale. È lui, insieme al suo team, il volto medico di questa impresa. Zhengwu Liu, ingegnere elettrico dell'Università di Hong Kong che ha collaborato allo sviluppo del dispositivo, ha spiegato a Nature che disporre di 18 mesi di dati rigorosi su sicurezza ed efficacia è una rarità nel campo, e che questa è stata probabilmente la ragione principale che ha reso possibile l'approvazione regolatoria. Chen Liang ha già annunciato che il team punta ad estendere le sperimentazioni anche ai pazienti paralizzati da ictus ischemici cerebrali entro fine anno.


Meno invasivo, ma non meno potente

Un elemento tecnico distingue NEO dagli impianti americani, e non è trascurabile. Mentre aziende come Neuralink inseriscono migliaia di elettrodi sottili direttamente nel tessuto cerebrale, il dispositivo cinese siede sulla superficie esterna del cervello, senza penetrarlo in profondità. Questo approccio meno invasivo riduce i rischi di infezione, complicazioni e accumulo di tessuto cicatriziale che nel tempo degrada la qualità del segnale. Una scommessa diversa, non necessariamente inferiore: 32 pazienti impiantati hanno tutti eseguito movimenti di presa con il guanto, con miglioramenti misurabili nella funzione manuale.

Neuralink: tanti pazienti, ancora nessuna approvazione commerciale

Dall'altra parte dell'oceano, Elon Musk guida la corsa americana con ben altri mezzi e visibilità, ma si trova ancora nella fase sperimentale. Noland Arbaugh, il primo paziente a ricevere l'impianto Neuralink nel gennaio 2024 dopo una paralisi da incidente in piscina, ha riferito di riuscire a muovere il cursore del computer, navigare in internet e giocare ai videogiochi usando solo segnali neurali. Una conquista enorme per chi non muoveva le mani. Ma il percorso non è stato privo di ostacoli: una sfida tecnica significativa è emersa quando più della metà dei fili elettrodo si sono ritirati dalla loro posizione iniziale nel cervello, causando un degrado delle prestazioni, e Neuralink ha dovuto implementare modifiche software per ottimizzare l'uso degli elettrodi rimasti.

Lo studio si è allargato. Nel Regno Unito, sette pazienti hanno ricevuto l'impianto N1 tra ottobre e dicembre 2025 presso il National Hospital for Neurology and Neurosurgery di Londra, nell'ambito dello studio GB-PRIME. Uno di loro, Sebastian Gomez, studente di medicina rimasto paralizzato dopo un tuffo, ha raccontato di riuscire ora a usare computer e telefono solo con il pensiero: "È un cambiamento enorme nella vita quando improvvisamente non riesci più a muovere gli arti, e questa tecnologia ti dà una nuova speranza." Musk ha intanto annunciato che nel 2026 Neuralink avvierà la produzione ad alto volume e una procedura chirurgica quasi interamente automatizzata.

Eppure, nonostante i numeri crescenti, nessun dispositivo BCI ha ancora ricevuto approvazione per uso commerciale negli Stati Uniti, mentre la Cina ha già tagliato il traguardo.

 

L'Italia c'è, e gioca una partita tutta sua

In questa geopolitica del cervello, c'è anche una realtà italiana che pochi conoscono ma che potrebbe riservare sorprese. Fondata nel 2021, Corticale è la startup nata dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova che sviluppa interfacce cervello computer basate su una tecnologia proprietaria chiamata SiNAPS (Simultaneous Neural Recording Active Pixel Sensor technology) un dispositivo di registrazione dell'attività neuronale con un sistema di elettrodi attivi.

Il punto di forza di Corticale rispetto ai concorrenti è nella densità del dato raccolto. Mentre Neuralink, per ottenere mille sensori, deve impiantare 64 elettrodi diversi, Corticale è in grado di ottenere lo stesso risultato con un singolo elettrodo delle dimensioni di un capello umano. Di conseguenza, se Corticale impiantasse lo stesso numero di elettrodi di Neuralink, arriverebbe ad avere oltre 64.000 sensori invece che mille. Un salto di due ordini di grandezza, non un'ottimizzazione marginale.

Luca Berdondini, responsabile del laboratorio di Microtecnologia per la neuroelettronica dell'IIT e consulente scientifico di Corticale, descrive SiNAPS come "un salto in avanti tecnologico che cambia le carte in tavola", paragonabile al passaggio dagli schermi a tubo catodico agli schermi ultra piatti e full HD. La metafora non è casuale: Corticale punta a un grado di definizione dei segnali neurali semplicemente non disponibile altrove sul mercato.

Prima OEM neurotecnologica dedicata allo sviluppo di dispositivi neuroelettronici impiantabili basati su tecnologia CMOS, la startup ha inserito nel suo statuto il vincolo etico all'applicazione esclusivamente clinica, prendendo le distanze da qualsiasi uso commerciale o di potenziamento cognitivo. Una scelta precisa, in un settore dove i confini tra cura e transumano si fanno ogni giorno più sfumati. Corticale ha già avviato contatti con istituzioni americane di primo piano, Johns Hopkins, Harvard Medical School, Massachusetts General Hospital, Stanford e con enti regolatori come la FDA per la certificazione clinica.

 

Il campo di battaglia si chiama cervello

Quel che emerge è un quadro in cui le interfacce cervello computer non sono più fantascienza né pura ricerca accademica, ma un settore industriale e geopolitico di prima grandezza. La Cina ha già inquadrato la tecnologia BCI tra le "industrie del futuro" nel suo quindicesimo piano quinquennale, stanziando risorse e accelerando le revisioni regolatorie. Gli Stati Uniti inseguono con il peso dei loro capitali privati e la credibilità di Neuralink. E in mezzo, quasi inosservata, una piccola startup genovese porta avanti una tecnologia che sulla carta, supera entrambi per densità di risoluzione neurale.

La posta in gioco non è soltanto medica. Chi controllerà le interfacce tra il cervello umano e le macchine controllerà qualcosa di più profondo dei dati: controllerà il modo in cui l'essere umano agisce, percepisce, e forse pensa. La guerra dei chip cerebrali è appena iniziata.