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Infermieri intossicati da formaldeide. L’episodio segnalato da NurSind, finisce in tribunale

La Redazionedi
La Redazione
Pubblicato il: 08/07/2022

LazioNurSind dal territorio

È cominciato il processo per la vicenda che riguardò l’intossicazione da formaldeide a carico di cinque infermieri. A finire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Frosinone, è l'ex commissario straordinario della Asl di Frosinone Luigi Macchitella.

I fatti

Il 29 maggio 2019 nel locale della sala operatoria dell’ospedale “F.Spaziani” dov’è posizionata l’apparecchiatura Tissue Filling System Easy si è verificò un’improvvisa fuoriuscita della formaldeide mentre l’apparecchio stava riempiendo un contenitore contenente pezzo anatomico. A restare intossicati 5 infermieri della struttura.  La vicenda fu allora segnalata da NurSind Frosinone, mentre l’azienda costruttrice della Tissue Filling System Easy, l’apparecchio che permette il riempimento dei contenitori istologici con formaldeide senza che l’operatore sia sottoposto ad esalazioni o contatto con il fissativo per pezzi anatomici di medie dimensioni, ci tenne a sottolineare come l’accaduto non fu frutto del malfunzionamento del macchinario è che non era da escludere l’errore umano.

 

Luigi Macchitella, il manager è finito a giudizio nella sua qualità di datore di lavoro.

Ascoltato come teste, un tecnico della prevenzione del servizio Presal, ha ricordato come il sindacato degli infermieri aveva «segnalato l'intossicazione nel blocco operatorio dove sono preparati i campioni per l'esame istologico». All'interno del macchinario, nel quale vengono caricati i campioni, c'è una «sostanza chimica composta al 4% da formaldeide».

Secondo il teste, «a seguito di un comportamento errato di un infermiere era stata rilasciata la sostanzia nell'aria e cinque infermieri si erano intossicati. Due sono finiti al pronto soccorso e tre hanno avuto un'assenza dal lavoro di due giorni». Al tempo stesso il teste ha chiarito che «la macchina non si doveva aprire, in quanto aveva un sistema di blocco automatico» che però non era scattato.

A seguito dell'accertamento del Presal «per l'uso delle attrezzature il personale non aveva ricevuta formazione e addestramento necessari». Contestato inoltre il non aver attivato da parte dell'Asl - all'epoca - una procedura di emergenza e non aver individuato le misure protettive per i rischi derivanti da una sostanza cancerogena. La Asl aveva ottemperato a tutte le prescrizioni degli ispettori, ma non aveva pagato la sanzione da qui il procedimento penale. Prossima udienza a settembre.