Pronto soccorso, arriva un riconoscimento economico dedicato fino al 2029
Un riconoscimento concreto, anche se limitato nel tempo, per chi lavora ogni giorno in prima linea. È questo il senso del comma 366 della Legge di Bilancio 2026, che introduce una misura sperimentale a favore del personale sanitarioassegnato ai servizi di pronto soccorso.
Dal 1° gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2029, le Regioni potranno incrementare le risorse destinate alla retribuzione accessoria di dirigenti medici, infermieri, assistenti infermieri e operatori socio-sanitari del Servizio sanitario nazionale impegnati nell’emergenza-urgenza. L’obiettivo dichiarato è valorizzare una “peculiare attività” che, negli ultimi anni, ha mostrato tutte le sue criticità: carichi di lavoro elevati, turni gravosi, carenza di personale e crescente difficoltà nel garantire la continuità dei servizi.
La norma consente alle amministrazioni regionali di aumentare, in deroga ai limiti ordinari sulla spesa del personale, la componente variabile dei fondi contrattuali: sia quelli legati alle condizioni di lavoro, sia quelli collegati ai risultati e alla premialità. L’incremento massimo previsto è pari all’1 per cento della componente stabile dei fondi stessi. Una percentuale contenuta, ma che rappresenta un segnale politico preciso.
Il provvedimento non è automatico. Le Regioni dovranno muoversi nel rispetto dell’equilibrio annuale di bilancio e delle regole vigenti. Inoltre, l’utilizzo delle risorse aggiuntive è vincolato: la contrattazione integrativa dovrà destinarle esclusivamente alla valorizzazione del personale dei pronto soccorso, evitando dispersioni o utilizzi generalizzati.
Si tratta, dunque, di una misura sperimentale e selettiva, che non incide sugli stipendi tabellari ma punta sulla leva della retribuzione accessoria. Un intervento che molti operatori giudicheranno probabilmente insufficiente rispetto alla portata dei problemi strutturali dell’emergenza sanitaria, ma che segna un cambio di passo rispetto al passato, riconoscendo formalmente la specificità del lavoro svolto nei pronto soccorso.
Resta da capire quante Regioni sceglieranno di attivare concretamente questa possibilità e con quali criteri di distribuzione delle risorse. La vera partita, come spesso accade, si giocherà ai tavoli della contrattazione decentrata. Ed è lì che si misurerà se il comma 366 sarà solo un segnale simbolico o un primo passo verso una reale valorizzazionedi chi tiene in piedi, ogni giorno, il fronte più esposto della sanità pubblica.
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