Rianimazione di Mestre, salta la conciliazione: Sindacati confermano lo stato di agitazione
In Prefettura a Venezia nessuna apertura dall’Ulss 3 Serenissima: sicurezza e assunzioni restano irrisolte
Mestre, 15/01/2026. La vertenza entra in una fase ancora più delicata. L’incontro di oggi in Prefettura a Venezia tra NurSind, Nursing Up e la direzione dell’Ulss 3 Serenissima si è concluso con il fallimento del tentativo di conciliazione, lasciando irrisolte le criticità che da anni investono la Rianimazione dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre. Una scelta che mantiene vivo lo stato di agitazione del personale infermieristico e OSS e che rafforza l’allarme sulla sicurezza dell’assistenza in uno dei reparti più complessi della rete emergenziale veneta.
La problematica non nasce oggi. Nei giorni scorsi NurSind aveva già portato all’attenzione pubblica la cronica carenza di personale dell’area intensiva dell’Angelo, proclamando lo stato di agitazione e annunciando il ricorso al Prefetto. Una situazione già raccontata da Infermieristicamente.it, che aveva approfondito le condizioni organizzative e assistenziali del reparto nell’articolo pubblicato nella sezione Veneto. Rianimazione di Mestre al collasso: i sindacati portano l’ULSS 3 Serenissima dal Prefetto
Davanti al Prefetto, NurSind e Nursing Up hanno ribadito una richiesta chiara: garantire un rapporto assistenziale adeguato per una rianimazione hub, in grado di tutelare pazienti e operatori e di assicurare un reale controllo del rischio clinico. Una richiesta che, però, non ha trovato riscontro da parte dell’azienda sanitaria.
«Abbiamo chiesto all’Ulss 3 Serenissima l’impegno a garantire il rapporto di un infermiere ogni due posti letto», spiegano congiuntamente le rappresentanze di NurSind e Nursing Up,
«una condizione indispensabile per un’assistenza sicura e performante e per la tutela di lavoratori e lavoratrici».
La direzione dell’Ulss 3 Serenissima ha confermato la propria posizione, ritenendo sufficienti gli standard minimi assistenziali indicati dalla Regione. Una lettura che i sindacati giudicano distante dalla realtà quotidiana della Rianimazione dell’Angelo, centro hub provinciale per neurochirurgia, trauma, percorso ictus e attività ad alta complessità.
«Un reparto di Rianimazione hub non può essere governato con una logica di minimo assistenziale», ribadiscono con fermezza NurSind e Nursing Up,
«servono nuove assunzioni per arrivare al corretto rapporto infermiere/posti letto, rispettando l’orario di lavoro e garantendo un adeguato recupero psicofisico dei professionisti. Continuare a giocare al ribasso significa esporre tutti a un rischio inaccettabile».
All’incontro in Prefettura era presente anche una rappresentanza significativa di lavoratori e lavoratrici, a testimonianza di un ampio sostegno alla vertenza sindacale e alla linea portata avanti da NurSind, che da tempo denuncia una situazione ormai strutturale.
Al termine del confronto, l’Ulss 3 Serenissima ha manifestato la disponibilità ad attivare un tavolo di monitoraggio, a prevedere supporto psicologico e formazione specifica per il personale. Per NurSind si tratta di segnali parziali, che non risolvono il nodo centrale della carenza di personale infermieristico.
«Vigileremo su questi primi impegni e seguiremo da vicino l’evolversi della situazione», concludono le organizzazioni sindacali,
«ma chiediamo un intervento diretto della Regione Veneto per risolvere una criticità che rappresenta un rischio concreto per la salute dei cittadini».
di