Pronto Soccorso di Mazara, NurSind smentisce le accuse e tutela i sanitari
Caso pediatrico dell’8 gennaio: documenti alla mano, il sindacato difende professionalità e correttezza degli operatori
Nel vortice mediatico che troppo spesso trasforma episodi complessi di sanità in processi sommari sui social, il NurSind Trapani sceglie la via della chiarezza, dei fatti e della tutela dei professionisti. A finire sotto i riflettori, questa volta, è il Pronto Soccorso di Mazara del Vallo, travolto da una narrazione fuorviante legata al caso di una paziente pediatrica. Una ricostruzione che, secondo il sindacato degli infermieri, non solo non corrisponde alla realtà, ma lede gravemente l’immagine e la dignità di chi ogni giorno garantisce assistenza in condizioni difficilissime.
Il NurSind interviene pubblicamente dopo aver visionato la documentazione ufficiale, i registri e i verbali clinici, mettendo nero su bianco una sequenza di eventi che smonta punto per punto le accuse circolate su testate online e piattaforme social. Dati oggettivi, orari certificati e valutazioni cliniche documentate raccontano una realtà ben diversa da quella rappresentata.
Il NurSind Trapani chiarisce che la piccola paziente è stata regolarmente accolta al triage del Pronto Soccorso alle ore 20:05, nonostante l’ambulatorio di Pediatria avesse chiuso alle 20:00 per direttiva aziendale vigente.
L’infermiere triagista ha effettuato correttamente la valutazione clinica preliminare, riscontrando parametri nella norma e assenza di segni di allarme, compresa una saturazione del 98%.
Alle ore 20:11, appena sei minuti dopo la registrazione, la bambina è stata visitata da una dirigente medica di Pronto Soccorso con specializzazione in Chirurgia Pediatrica, che ha escluso criticità tali da richiedere osservazione in sede.
La decisione successiva di inviare la paziente in consulenza presso l’Ospedale di Marsala, dove è avvenuto il ricovero, rientra pienamente nei percorsi assistenziali appropriati e condivisi. Altro che rifiuto o superficialità: si è trattato di una gestione clinica tempestiva e responsabile.
Particolarmente grave, secondo il sindacato, è l’accusa secondo cui l’accesso alle cure sarebbe stato negato “per andare a cena”. Un’affermazione che il NurSind definisce falsa, offensiva e diffamatoria, ricordando come il personale sanitario non consumi pasti durante l’attività assistenziale e, soprattutto, non abbandoni mai il proprio ruolo di cura.
La diffusione di notizie non veritiere danneggia non solo i singoli operatori, ma l’intero sistema sanitario pubblico, già messo a dura prova da carenze strutturali e organizzative.
Per questo motivo, il NurSind Trapani annuncia la volontà di attivare ogni forma di tutela, anche legale, a difesa dei lavoratori coinvolti, riservandosi segnalazioni agli organi competenti per un’ipotesi di diffamazione aggravata. Un atto dovuto, non per spirito di contrapposizione, ma per riaffermare un principio fondamentale: la dignità professionale non può essere sacrificata sull’altare del sensazionalismo.
In un tempo in cui basta un post per mettere alla gogna un reparto intero, la voce del NurSind si alza con fermezza a difesa degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari, ricordando che la sanità si giudica sui fatti, non sulle percezioni distorte.
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