Ecm, proroga al 2028 per il triennio 2023-2025: cosa cambia per i professionisti sanitari
Tre anni in più per mettersi in regola con i crediti formativi. Il termine per completare i crediti del triennio 2023-2025 slitta al 31 dicembre 2028. Lo prevede un emendamento al decreto Milleproroghe, approvato in Commissione alla Camera e ora atteso in Aula per il via libera definitivo.
La proposta, a prima firma della deputata Marta Schifone, concede ai professionisti sanitari più tempo per maturare i crediti formativi obbligatori. La proroga riguarda solo il triennio attualmente in corso. Il nuovo ciclo 2026-2028 partirà regolarmente dal 1° gennaio 2026, senza modifiche. In pratica, chi è in ritardo potrà recuperare i crediti arretrati mentre inizia il nuovo percorso formativo.
Cosa cambia per i professionisti
Il rinvio interviene su un sistema che negli ultimi anni ha registrato difficoltà diffuse nel rispetto delle scadenze. Medici, infermieri e altre professioni sanitarie si sono spesso trovati a dover conciliare obblighi formativi stringenti con carichi di lavoro crescenti.
Per molti infermieri, ad esempio, la partecipazione ai corsi Ecm si scontra con turni prolungati, carenze di organico e un’intensità assistenziale sempre più elevata. Non è raro che la formazione venga seguita fuori dall’orario di servizio o nei giorni di riposo, con un impatto diretto sull’equilibrio tra vita professionale e personale.
Verso una riforma del sistema
Il rinvio al 2028 non è solo una misura tampone. Si inserisce in un percorso di revisione più ampio. La Commissione Nazionale Ecm ha attivato un gruppo di lavoro per affrontare le criticità strutturali del sistema, che negli anni hanno portato a ripetute proroghe.
L’obiettivo dichiarato è rendere l’Ecm più sostenibile e coerente con le reali condizioni organizzative del Servizio sanitario. Secondo la Fondazione Infermieri, la proroga rappresenta “un passo fondamentale” in vista di una riforma che tenga conto delle esigenze dei professionisti e della qualità dell’assistenza.
Le prossime tappe
Il provvedimento diventerà operativo solo dopo l’approvazione definitiva del decreto Milleproroghe in Aula. Se confermato, offrirà una finestra temporale più ampia per regolarizzare la propria posizione formativa, evitando sanzioni e criticità amministrative.
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