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Rinnovi contrattuali nel pubblico impiego: aumenti in arrivo, ma NurSind chiede un cambio di passo

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 22/01/2026

AttualitàContratto NazionaleGoverno

 

Nei prossimi giorni sono attesi gli atti di indirizzo che apriranno ufficialmente le trattative per il rinnovo dei contratti collettivi dei principali comparti del pubblico impiego. Sul tavolo ci sono risorse significative e incrementi salariali che, almeno sulla carta, promettono di recuperare parte del potere d’acquisto perso negli ultimi anni.

Per il comparto Sanità, il contratto 2025-2027 prevede un aumento medio di 184 euro lordi mensili, che si sommeranno ai 172 euro già riconosciuti con il precedente Ccnl. Un incremento complessivo che, tuttavia, non convince del tutto i rappresentanti dei lavoratori.

A richiamare l’attenzione sulle specificità del settore è Salvatore Vaccaro, vice segretario nazionale NurSind. «Si torna a parlare di rinnovi contrattuali nel pubblico impiego, con circa 10 miliardi di euro annunciati dal Governo. Ma quando si parla di sanità pubblica, è doveroso andare oltre i titoli», sottolinea Vaccaro.

Secondo il sindacato degli infermieri, il comparto sanitario non può essere equiparato agli altri settori della Pubblica Amministrazione. Il lavoro si svolge senza interruzioni, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, tra turni notturni, festivi, pronta disponibilità e carichi assistenziali sempre più pesanti. A questo si aggiungono la carenza cronica di personale, il burnout diffuso e una progressiva erosione di tutele e riconoscimento professionale.

«In sanità – prosegue Vaccaro – l’inflazione non ha prodotto solo una perdita di potere d’acquisto, ma un peggioramento concreto delle condizioni di lavoro e della qualità dell’assistenza ai cittadini». Da qui la richiesta che il rinnovo contrattuale tenga conto delle peculiarità del settore: valorizzazione delle professioni, risorse certe per indennità e disagio lavorativo, progressioni economiche reali e riconoscimento della specificità del lavoro assistenziale e clinico.

Il quadro che emerge è quello di una stagione contrattuale densa di aspettative. Ma, come avverte NurSind gli aumenti non possono essere letti solo in termini numerici: senza un intervento strutturale sulle condizioni di lavoro, il rischio è che le buste paga crescano mentre i reparti continuano a svuotarsi.